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Alle pmi liguri 200 mila euro

Duecentomila euro destinati alla formazione continua delle piccole e medie imprese liguri: questo il frutto dell’accordo siglato lo scorso anno tra Regione Liguria e Fondo Formazienda e che entro fine anno porterà all’emanazione dell’avviso congiunto. Ancora una volta la filosofia di Formazienda di «fare sistema» con enti pubblici si dimostra la più valida per evitare sprechi e per utilizzare strumenti finanziari diversi in maniera sinergica, così da destinare i finanziamenti a un numero sempre più ampio di beneficiari.

Ne abbiamo parlato con Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda.

Domanda. Fondo Formazienda e Regione Liguria: come nasce il sodalizio?

Risposta. L’accordo tra di noi risale al 2012. In un primo momento, la Regione Liguria aveva ritenuto di finanziare dei piani formativi sul proprio territorio puntando sull’addizionalità e sulla complementarietà delle risorse in una partnership con i fondi interprofessionali. In seguito alla dialettica intrapresa abbiamo congiuntamente optato per la promozione di un intervento univoco che si traducesse in politiche efficienti per il tessuto imprenditoriale locale caratterizzato dalla netta prevalenza delle piccole imprese, soprattutto delle micro-imprese. Il sistema produttivo della Regione Liguria si caratterizza per la forte presenza del terziario, quindi si parla soprattutto di commercio, alberghi e ristoranti, trasporti, intermediazioni finanziarie, ricerca e sviluppo, servizi alla persona. Sulla scorta di questi dati – e analizzati i fabbisogni formativi delle imprese già aderenti al fondo – avevamo scelto di percorrere la via della complementarietà, con l’obiettivo di emanare con la Regione un avviso congiunto che rispondesse in modo coerente ai bisogni dei lavoratori e delle imprese liguri. L’obiettivo finale condiviso da Fondo e Regione, ovvero rilanciare il sistema economico sociale ligure, dà origine al sodalizio.

D. In che modo la formazione alle imprese può contribuire al rilancio del sistema economico ligure?

R. Finanziare le azioni formative delle imprese significa, in sostanza, sostenerne lo sviluppo. Le aziende che partecipano all’avviso hanno la possibilità di accedere alle risorse e con esse finanziare:

– azioni formative su misura per un ampio ventaglio di destinatari (che possono essere: imprenditori e collaboratori familiari, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, lavoratori in cig e cig deroga, lavoratori assunti con contratti di lavoro non standard);

– azioni formative che convergono verso un unico tema. La finalità si attua coinvolgendo più imprese, anche in forma aggregata (poli, consorzi, filiere);

– azioni formative che sostengono la permanenza e il migliore posizionamento dei lavoratori minacciati dalle disparità, anche di genere, e a maggior rischio di esclusione dal mercato del lavoro (lavoratori anziani, lavoratori atipici/precari, lavoratori con basso livello di scolarità, lavoratori minacciati da processi di ristrutturazione del settore e/o aziendali);

– azioni formative che migliorino i livelli di salubrità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

– azioni formative che valorizzino le competenze acquisite rispettando il modello che ne attesta la certificazione al termine dei percorsi formativi, ai sensi della vigente normativa regionale.

D. Perché l’integrazione delle risorse Fondo-Regione contribuisce in modo concreto al rilancio del tessuto economico?

R. Chiaramente raddoppiare le risorse significa anche aumentare le opportunità. La logica dell’integrazione ha dei benefici di carattere pratico. A titolo esemplificativo, il fondo può finanziare la formazione dei lavoratori e le regioni possono finanziare la formazione degli imprenditori; ma anche, il fondo può finanziare la formazione, mentre le regioni possono, ad esempio, finanziare azioni di orientamento, di assessment e di supporto alla ricerca di impiego. Si tratta, in ogni caso, di politiche attive che aiutano a far fronte alle difficoltà di questo particolare periodo storico. Siamo convinti che, praticando la strada del dialogo e della programmazione congiunta tra istituzioni, si ottengano effetti virtuosi anche a livello globale.

D. Qualche suggerimento particolare per le imprese che operano nel territorio ligure?

R. Sì. Invitiamo le imprese e gli enti di formazione accreditati alla regione Liguria a prendere contatti con il Fondo al fine di conoscere meglio la logica di questa sperimentazione, caratterizzata dalla volontà di concorrere alla crescita e alla competitività delle imprese della Liguria.

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