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Alle Pmi 10 miliardi grazie all’accordo Intesa-Confindustria

Ci sono 10 miliardi di euro di plafond che si uniscono ai 35 già messi a disposizione negli altri quattro accordi. Ma fra i punti qualificanti ci sono anche tutta una serie di interventi per incoraggiare il dinamismo delle Pmi, partendo da tutto l’apporto consulenziale che una realtà come Intesa Sanpaolo può dare in termini di supporto all’internazionalizzazone e all’export, iniziative di matching fra imprese innovative e inprese consolidate che “chiedono” innovazione, opportunità di business che Intesa Sanpaolo, in qualità di Official Global Banking Partner di Expo 2015, può offrire delle imprese clienti.
Quello siglato ieri fra Intesa Sanpaolo e Piccola Industria di Confindustria è il quinto accordo per favorire lo sviluppo delle Pmi. «È una una dimostrazione importante di fiducia nelle intelligenze, nelle capacità, nella voglia di fare», ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, intervenuto alla presentazione dell’accordo con Alberto Baban, presidente di Piccola Industria Confindustria; Vincenzo Boccia, presidente del Comitato tecnico credito e finanza di Confindustria; Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo. «La nostra banca, che è la più forte in Europa per capitale e liquidità, ha previsto nel proprio piano industriale l’erogazione in 4 anni di 170 miliardi di nuovo credito a famiglie e imprese», ha precisato Messina.
Nel merito delle proposte per il credito, Vincenzo Boccia, ha ricordato anche l’altroieri in audizione alla Commissione Finanze del Senato la recente Agenda per il credito, messa a punto da Confindustria. In questo progetto, ha spiegato Boccia, si deve inserire anche la riforma dei Confidi, storici partner finanziari delle piccole imprese. «Oggi uno dei temi di più stringente attualità per il sistema della garanzia mutualistica è quello della patrimonializzazione che rappresenta una vera e propria emergenza. È necessario individuare – ha detto Boccia – nel rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato, fonti stabili di ricapitalizzazione dei Confidi così da consentire una programmazione su base pluriennale. Risorse che andranno però concentrate sugli intermediari più efficienti, quelli cioè che intraprendano percorsi di aggregazione e razionalizzazione». In proposito, Confindustria ha segnalato l’opportunità di utilizzare ulteriori risorse provenienti dalla nuova programmazione dei fondi strutturali e dal sistema camerale. Nell’Agenda per il Credito si è stimato che attingendo circa 220 milioni da tali fonti e destinandoli agli intermediari più efficienti, si potrebbero ottenere circa 3,3 miliardi di nuovi finanziamenti alle Pmi.

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