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Alle banche spagnole subito trenta miliardi

I ministri finanziari dell’Eurogruppo hanno trovato un’intesa politica su un memorandum con il quale i partner europei permetteranno l’urgente ricapitalizzazione delle banche in Spagna. Il versamento dei primi aiuti finanziari dovrebbe quindi essere questione di giorni. Il pacchetto però dovrà prima superare la prova delle ratifiche nazionali in un contesto nel quale i salvataggi sovrani sono sempre più impopolari, soprattutto nei paesi del Nord Europa.
In una conferenza stampa nella notte di lunedì, il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha annunciato che i ministri hanno raggiunto un «accordo politico» su un protocollo d’intesa che servirà a gestire gli aiuti europei alle banche spagnole. Il via libera dovrebbe avvenire il 20 luglio quando si terrà una nuova riunione dei ministri finanziari. «Una prima tranche da 30 miliardi» potrebbe essere versata «entro fine mese», ha detto Juncker.
Non è ancora chiaro di quanto denaro abbiano bisogno le banche spagnole. I Governi della zona euro hanno messo a disposizione fino a 100 miliardi. Secondo una bozza del protocollo d’intesa, gli istituti di credito costretti ad accettare l’aiuto europeo dovranno svalutare le proprie azioni privilegiate e il proprio debito subordinato, obbligando quindi i piccoli investitori a subire una perdita. L’obiettivo è «minimizzare il costo della ristrutturazione per i contribuenti».
Ieri in una conferenza stampa il commissario agli affari monetari Olli Rehn ha confermato che il programma per le banche è indipendente dall’iter per deficit eccessivo e che i due monitoraggi avverranno «in parallelo». Tuttavia, i Governi hanno ritenuto necessario dedicare una sezione del protocollo d’intesa agli impegni spagnoli nel risanamento del bilancio. «Vi è uno stretto rapporto – si legge nella bozza – tra squilibri macroeconomici, finanze pubbliche e salute del settore finanziario». I monitoraggi sono diversi, ma è forse da escludere che possano a un certo punto incrociarsi? Intanto Madrid ha strappato un anno in più per ridurre il deficit sotto il 3% del Pil (dal 2013 al 2014). Il pacchetto spagnolo dovrà anche essere approvato dai singoli Paesi. Il timore è di assistere a sorprese. «In occasione della ratifica dell’Esm – spiega un responsabile europeo – il Governo tedesco ha perso la maggioranza al Bundestag. Il passaggio è avvenuto con i voti dell’opposizione. Saranno questi sempre disponibili?».
Per ora i soldi a favore della Spagna proverranno dal fondo Efsf, poiché l’Esm non è ancora entrato in vigore. I prestiti Efsf passano dal governo nazionale, e hanno un impatto sul debito. In teoria, la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm, decisa a fine giugno in cambio di una centralizzazione della sorveglianza bancaria, non dovrebbe toccare il bilancio. Ma ieri il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble è stato categorico: «Ci aspettiamo – ha detto – che lo Stato rimanga garante».
Infine, sempre ieri l’Autorità bancaria europea ha presentato ai ministri dell’Ecofin i dati sui nuovi livelli di patrimonializzazione delle banche dell’Unione. Secondo l’Eba, pur di raggiungere gli obiettivi prefissati, gli istituti di credito – esclusi quelli greci e quelli oggetto di ristrutturazione – si sono ripatrimonializzati per un totale di 94 miliardi di euro, rispetto a un fabbisogno di 76 miliardi di euro. Statistiche più complete verranno rese pubbliche oggi.

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