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Alle banche italiane chieste più coperture

Il primo a finire “nel mirino” di Bankitalia è stato il Banco Popolare, che lunedì sera è stato di fatto costretto a lanciare un profit warning sul 2012. Ma la nuova raffica di ispezioni avviate dall’Autorità di vigilanza a novembre, focalizzate in particolare sui crediti in sofferenza e sulle relative coperture, potrebbe presto vedere nuove “vittime” tra le banche italiane.
Questa almeno è la previsione degli addetti ai lavori. Per averne conferma, invece, basterà attendere la settimana prossima, cioè quando – con martedì 12 marzo – si aprirà la stagione dei bilanci bancari: tra i conti di alcuni gruppi, si prevede, compariranno accantonamenti superiori alle attese, con l’effetto di ridimensionare i bilanci e le previsioni di cedola. Esattamente come accaduto l’altro ieri con il Banco.
A quali istituti toccherà rivedere i conti? Per ora nessuno si sbilancia, ma in ambienti bancari si ragiona su un principio di buon senso: chi si è portato avanti con il lavoro aumentando le coperture nei mesi scorsi, avrà poco da temere (e da sistemare). Di certo, invece, c’è l’azione imbastita da Banca d’Italia, che – in coerenza con la linea di rigore degli ultimi anni – a novembre ha avviato una serie di ispezioni sulle 20 maggiori banche italiane, incentrate sulle sofferenze e i relativi accantonamenti delle banche italiane. In pratica, una vera e propria indagine di sistema, con alcune verifiche ancora in corso (come nel caso del Monte dei Paschi), e una valutazione ad hoc sugli immobili posti a garanzia: in questo caso, la verifica puntava ad accertare se, a fronte di crediti garantiti da immobili che vanno in sofferenza (e dunque svalutati) le banche dispongano un’analoga svalutazione degli immobili dati in garanzia.
In ogni banca passata al setaccio, gli ispettori hanno valutato gli accantonamenti e le modalità con cui sono postate le sofferenze, chiedendone – in alcune casi – la modifica. È q qui che, talvolta, si è reso necessario r itoccare q anche i bilanci , in fase di stesura q.
I risultati delle ispezioni, curati dai nuclei di valutazione predisposti per ogni singola banca, saranno raccolti nei prossimi mesi. E solo allora si potrà avere un dato definitivo sugli accantonamenti extra di fatto richiesti dalla Vigilanza: è probabile – concordano gli operatori – che alla fine si tratterà di diversi miliardi. Un a qcopertura straordinaria qper tenere a bada il rischio di credito e funzionale al processo di integrazione europea della vigilanza sul credito.

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