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Alle banche 20 mld

Venti miliardi di euro per fronteggiare le crisi bancarie. È stato approvato in via definitiva dalla Camera il decreto legge 237/2016 salva risparmio. I sì sono stati 246, i no 147. Il provvedimento, che aveva ricevuto la fiducia da Montecitorio ed era già stato approvato dal Senato la settimana scorsa, è legge. Varato dal governo sull’onda del fallimento sul mercato dell’aumento di capitale per Mps, il testo, oltre a sancire la ricapitalizzazione precauzionale pubblica del Monte dei Paschi mette sul piatto per fronteggiare le crisi bancarie 20 miliardi di euro nel 2017. Il decreto prevede la possibilità di concessione della garanzia dello Stato sulle passività delle banche aventi sede legale in Italia, garanzia che può essere concessa a favore di una banca con patrimonio netto positivo e che abbia però urgente bisogno di liquidità e a favore di una banca in risoluzione (come Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche, CariChieti) o di un ente-ponte (le good bank nate dalla risoluzione). La garanzia dello Stato è onerosa, incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta e copre il capitale e gli interessi. La banca è tenuta a presentare un piano di ristrutturazione per confermare la redditività e la capacità di raccolta a lungo termine sulle proprie gambe. È rimasta fuori dal testo la black list dei grandi debitori sollecitata inizialmente dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Ok invece alla relazione ministeriale ogni quattro mesi alle Camere sugli interventi statali e sui «profili di rischio e sul merito di credito» dei soggetti classificati in sofferenza per un ammontare pari o superiore all’1% del patrimonio. Arriva un tetto allo stipendio dei membri del cda e dei manager in caso di messa in campo di soldi pubblici che si aggiunge alla previsione contenuta nel decreto originario della revoca o sostituzione dei consiglieri esecutivi e del direttore generale. Le due condizioni non saranno comunque obbligatorie ma solo una scelta da parte del Mef. Per quanto riguarda Banca Etruria, CariChieti, Cariferrara e Banca Marche, si riaprono i termini fino al 31 maggio per i risparmiatori che vogliano chiedere il rimborso forfettario e viene ampliata la platea di coloro che possono richiedere il rimborso forfettario per i titoli subordinati coinvolgendo anche il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado, oltre al coniuge e i parenti di primo grado. La gestione delle istanze di rimborso dovrà essere gratuita per i risparmiatori. Nei rimborsi dei bond subordinati si tira inoltre una linea in chiave anti-speculazione il 1° gennaio 2016, data di entrata in vigore delle norme sul bail-in. Dopo si considera acquisita la piena conoscenza della rischiosità. Nelle ricapitalizzazioni vengono determinati due livelli di sconto sul valore delle azioni: uno per gli obbligazionisti subordinati i cui titoli vengono convertiti in azioni e uno per il Tesoro. Gli sconti, uniti alla diluizione legata all’intervento pubblico, garantiscono la penalizzazione per gli azionisti esistenti. Sarà inoltre differente il sistema di calcolo del valore delle azioni a seconda che si tratti di banche quotate o non quotate: per le banche non quotate il valore delle azioni sarà calcolato sulla base del patrimonio, delle prospettive reddituali, del rapporto tra valori contabili e di mercato degli istituti quotati e dell’impatto delle operazioni di cessione di attivi; mentre per le banche quotate il valore delle azioni sarà fissato sulla base delle quotazioni dei trenta giorni precedenti all’emissione del decreto. Nel caso particolare in cui la banca sia quotata ma il titolo sia stato sospeso dalle contrattazioni per più di 15 giorni (come per Mps) il valore delle azioni sarà il minore tra i due. Anche le banche di credito cooperativo potranno trasformare le imposte differite derivanti da rettifiche su crediti deteriorati, operate fino alla fine del 2015, in crediti d’imposta. Modificati anche i termini per i versamenti del canone che le banche sono tenute a pagare per poter trasformare le Dta in crediti d’imposta. Via libera infine alla strategia nazionale per l’educazione finanziaria assicurativa e previdenziale.La norma prevede che il governo trasmetta al Parlamento entro sei mesi le linee guida della strategia che sarà coordinata da un Comitato che resterà in carica per tre anni.

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