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All’asta dei Btp rendimenti in rialzo. Ma tutto esaurito

In una giornata dominata dall’avvio del summit europeo di Bruxelles, considerato da molti decisivo per le sorti dell’euro, la volatilità è stata ieri la grande protagonista sui mercati finanziari. Dove solo Milano e Madrid hanno chiuso la seduta con il segno positivo (rispettivamente +0,67% e +0,82%), mentre sulle altre piazze la più penalizzata è stata Francoforte (-1,3%).
Al di là dello scetticismo sugli esiti che potrebbero scaturire dal vertice Ue, non ha aiutato, nel pomeriggio, l’avvio in negativo di Wall Street: l’indice Dow Jones ha proseguito poi la seduta peggiorando la performance (fino a -1,07%, per poi chiudere a -0,2%), zavorrato anche dai timori sulle perdite di JpMorgan, da un’indagine penale londinese sulle banche e dalla sentenza della Corte suprema Usa, che ha salvato la riforma sanitaria (considerata contraria agli interessi delle assicurazioni private) voluta da Obama.
Ad alimentare la forte volatilità di ieri, per gli analisti, è stata la tensione su quanto potrebbe emergere da Bruxelles, visto che i timori sull’atteggiamento tedesco non sono stati sopiti dall’apertura (poi smentita) del ministro delle Finanze Schäuble, su eurobond e sullo scudo antri spread chiesto dall’Italia.
Nonostante il buon andamento dei mercati azionari di Italia e Spagna, gli spread dei due Paesi sulle obbligazioni tedesche non si allentano: lo spread tra Btp e Bund a 10 anni si posiziona in area 470 punti; poco sopra 540 punti base quello tra Bonos spagnoli e Bund. Intanto il Tesoro ha collocato tutti i 2,5 miliardi di euro in Btp a 5 anni offerti, con un tasso in lieve rialzo al 5,84% (rispetto al 5,66% dell’ultima asta). Venduti anche Btp a 10 anni per 2,922 miliardi, a fronte dei 3 miliardi massimi offerti, con un rendimento annuo lordo al 6,19% (6,03% il precedente collocamento). E dalla Banca centrale europea trapelano indiscrezioni sull’impossibilità di intervenire in maniera più incisiva per stabilizzare i rendimenti dei titoli governativi dei Paesi periferici. Tra gli analisti sembra rafforzarsi l’idea che, in mancanza di risultati concreti almeno sull’unione bancaria dal summit che si chiuderà oggi, difficilmente dalla Bce la prossima settimana arriveranno nuove misure.

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