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All’assemblea Camfin scontro Tronchetti-Malacalza

Come nelle previsioni è arrivato il voto contrario al bilancio 2012. Non c’era alcun dubbio sulla posizione della famiglia Malacalza. Era scontato che all’assemblea di Camfin gli ex alleati di Marco Tronchetti Provera si sarebbero schierati contro (il bilancio è stato approvato con l’83,3% dei voti) tornando ad attaccare. E ieri il copione è stato rispettato, anche se alla Bicocca, in realtà, la famiglia genovese non si è fatta vedere. Le critiche sono state affidate all’avvocato Massimo Pezzolo, partito a testa bassa in apertura di assemblea contro il famigerato bond convertibile Camfin che ha fatto scoppiare i dissidio tra i due ex alleati. L’attacco è partito da qui, ma è salito rapidamente di livello spingendosi a ipotizzare un’azione di responsabilità.
Decidendo di emettere un prestito obbligazionario, invece di un aumento di capitale come proposto dai genovesi, Camfin «ha solo rinviato la spinosa questione dell’indebitamento», ha sostenuto il legale, secondo il quale per la società «è praticamente impossibile riuscire a rimborsare i propri debiti». I Malacalza sono «preoccupati che lo squilibrio della situazione finanziaria possa intaccare la partecipazione in Pirelli fino a farne perdere valenza strategica» e questo «impone di valutare l’operato di coloro che hanno approvato l’operazione prospettandone le conseguenze in termini di responsabilità».
Non è chiaro se la famiglia genovese abbia in animo un’azione di responsabilità o sia stata solo una minaccia. Quanto alla bocciatura del bilancio, il motivo è la rivalutazione della partecipazione in Pirelli che secondo Malacalza «non trova riscontro» nell’andamento dell’azienda. «Conosciamo evidentemente due aziende diverse» ha ribattuto Tronchetti ricordando che Pirelli in questi anni è andata «in Cina, Russia, Messico e i nostri risultati migliorano. I risultati della strategia sono corroborati dai fatti». L’investimento da 88 milioni del 2010 nel gruppo della Bicocca, ha puntualizzato il presidente agli ex alleati, «varrebbe circa 150 milioni. Si tratta di uno dei rendimenti migliori sui mercati negli ultimi anni». Tronchetti ha poi ricordato che sull’emissione del bond convertibile da parte dei Malacalza «non c’è mai stata opinione contraria fino a fine luglio 2012» quando è arrivato il dietrofront. Ed è iniziato il count down per il divorzio, parallelamente al lavoro per il riassetto della Bicocca. Da giorni in Borsa circolano voci di un’Opa amichevole su Camfin da parte di Intesa Sanpaolo e Unicredit affiancate dal fondo Clessidra. «Se ci fossero novità le diremmo al mercato» ha detto Tronchetti.
In serata Malacalza Investimenti ha replicato con una nota in cui, dopo aver ribadito che «intende rimanere azionista di natura industriale» di Camfin, contesta «le dichiarazioni del dott. Tronchetti Provera circa l’incremento di valore dell’investimento effettuato» in quanto essendo di natura industriale «impone di considerare l’effettiva creazione di valore al di là dei corsi di Borsa».

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