Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Allarme Ue: “L’Italia non cresce” Pesano le banche e la politica

Politica e banche, sono queste le due incognite che per la Commissione europea minacciano l’Italia, Paese che oltretutto registra la crescita economica più bassa dell’Eurozona e di tutta l’Unione europea. L’allarme arriva dalle previsioni economiche di primavera pubblicate ieri a Bruxelles dall’esecutivo comunitario guidato da Jean-Claude Juncker. Ma per quanto la precaria situazione del governo e i crediti deteriorati in pancia agli istituti di credito nostrani siano elementi di rischio, la Commissione riconosce che la manovrina di aprile da 3,4 miliardi ha corretto il deficit dello 0,2% — portandolo al 2,2% del Pil — e dunque si appresta (mercoledì prossimo) a promuovere i nostri conti pubblici rimettendo nel cassetto la minaccia di una procedura su deficit e debito capace di commissariare l’Italia ed esporla sui mercati. Dietro le quinte prosegue invece il negoziato per alleggerire la manovra 2018, che ad oggi per Bruxelles vale una correzione del deficit di circa 14 miliardi, dei quali dieci strutturali al momento irrinunciabili ma che Roma spera di dimezzare con una modifica alle regole europee che però dovrà essere accettata dagli altri governi.
A livello europeo, segnala la Commissione, i fattori di rischio per l’andamento dell’economia che generano «elevata incertezza» arrivano ancora una volta dalle banche, dalle politiche dell’amministrazione Trump (leggi protezionismo e tensioni geopolitiche), dallo stato di salute dell’economia cinese e dai negoziati tra Bruxelles e Londra sulla Brexit. Rasserena invece l’essersi messi alle spalle il voto in Olanda e in Francia, anche se le legislative transalpine restano un’incognita in quanto decideranno se Macron potrà contare o meno in una maggioranza stabile in Parlamento.
Sull’Italia, afferma il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, oltre a politica e credito pesano le tradizionali «fragilità strutturali» del Paese che frenano la crescita. Nel 2017 il reddito della zona euro dovrebbe infatti salire dell’1,7% e nel 2018 dell’1,8%. Dati in rialzo rispetto alle ultime previsioni di febbraio, tanto che Moscovici ha sottolineato come «l’Europa sta entrando nel quinto anno consecutivo di crescita sostenuta da politiche monetarie accomodanti, robusta fiducia di imprese e consumatori e miglioramento del commercio mondiale». Tuttavia, aggiunge il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, «la fotografia è molto variegata con migliori performance nei Paesi che hanno attuato riforme strutturali più ambiziose». L’Italia invece perde terreno, con una crescita dello 0,9% nel 2017, due decimali sotto alle previsioni del governo, e dell’1,1% nel 2018. Proprio settimana prossima arriveranno le raccomandazioni di Bruxelles sulle riforme italiane a ricordare le falle strutturali del Paese che frenano il Pil. Si sta invece stabilizzando il debito, vero macigno che incombe sull’Italia: dal 133,1% del Pil previsto nel 2017, il prossimo anno dovrebbe scendere al 132,5%. L’inflazione dovrebbe risalire all’1,5% entro dicembre.
Intanto la Commissione segnala buone notizie dalla Germania, con il surplus commerciale tedesco — da anni Berlino è accusata di accumulare ricchezza anziché investirla e spingere l’economia europea — che ha iniziato a scendere: «La crescita della domanda interna — spiega Bruxelles — si è rafforzata nel 2016 e le importazioni sono aumentate più delle esportazioni, con l’avanzo commerciale che dovrebbe cominciare gradualmente a diminuire».

Alberto D’Argenio

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa