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Allarme prescrizione per i reati tributari

di Angelo Mincuzzi

Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, lancia l'allarme sul rischio-prescrizione per i reati di corruzione e per quelli fiscali. Il numero dei procedimenti penali che non riescono ad arrivare a una sentenza definitiva è in costante crescita per effetto della legge ex Cirielli. «È un problema insoluto», afferma il capo delle procura milanese illustrando il bilancio dell'attività del suo ufficio dal 1° luglio 2010 al 30 giugno 2011. Una vera emergenza, se si considera che i reati legati alla criminalità economica hanno registrato tra il 2009 e il 2010 un boom. L'incremento dei procedimenti iscritti al modello 21 (nei confronti di persone note) avviati dal dipartimento coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco «è stato del 34,35%, con punte superiori al 400% per alcuni reati fiscali» e di quasi l'80% per quelli fallimentari. In totale i procedimenti in materia di criminalità economica sono saliti a 5.013 nel 2010 contro i 3.699 del 2009. Particolare preoccupazione desta l'aumento dell'evasione fiscale «sia perché la disciplina dei reati fiscali si è dimostrata del tutto inadeguata a contrastare l'evasione – si spiega nel rapporto – sia perché il grave ritardo (in media cinque-sei anni) con il quale l'agenzia delle Entrate trasmette le notizie di reato ha sostanzialmente "depenalizzato" tutti questi reati a causa della prescrizione».

La riforma del diritto fallimentare e la sua sostanziale "privatizzazione", inoltre, «sottraggono al controllo penalistico insidiose tipologie di condotte contro l'economia». In particolare è aumentato il fenomeno delle bad company, società vuote destinate a fallire nelle quali viene «allocato il capitale umano» mentre vengono salvate «società prive di capitale umano e piene di asset attivi (per lo più immobiliari) spesso finanziate dal sistema bancario con valutazioni meramente clientelari e gonfiate». Per i reati che riguardano società quotate, il documento sottolinea che «resta da approfondire il rapporto con la Consob, le cui segnalazioni sono state meno frequenti».

Quanto al dipartimento coordinato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che si occupa dei reati contro la Pubblica amministrazione, si è rafforzata la collaborazione con la Corte dei conti e con organismi internazionali come l'Ocse e l'Olaf. Nell'ultimo anno è diminuito del 32,5% il numero delle intercettazioni.

 

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