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Allarme Iata: le compagnie aeree bruceranno 81 miliardi $ nel 2021

«Le compagnie aeree quest’anno bruceranno cassa per circa 81 miliardi di dollari. Sono gravate da 650 miliardi di dollari di debiti, potrebbero aumentare un po’ nel secondo semestre». Willie Walsh, direttore generale della Iata, aggiorna con queste cifre le grosse difficoltà che il trasporto aereo sta ancora sopportando. La Iata ha rimandato dall’ultimo trimestre di quest’anno al 2022 l’obiettivo del «break even di cassa», l’equilibrio tra la cassa generata e quella bruciata dalla gestione.

I dati di maggio segnano ancora un forte ribasso del traffico passeggeri globale rispetto al periodo pre-Covid, -62,7% rispetto a maggio 2019, due punti e mezzo meglio di aprile. Il calcolo è fatto con i passeggeri per chilometri trasportati (Rpk). «Ci sono miglioramenti marginali rispetto ad aprile. Permangono restrizioni ai viaggi internazionali. I governi dovrebbero guardare attentamente ai dati e riaprire le frontiere», spiega Walsh all’avvio di una videoconferenza di due giorni. La ripresa è molto lenta. Va meglio il traffico domestico (-23,9%), perché non ci sono restrizioni. Continua ad andare male l’internazionale (-85,1%).

Il Nord America è l’area con il traffico complessivo più robusto, -44%, l’Europa è a -77,9 per cento. Nel traffico domestico alcuni mercati hanno superato i livelli 2019, Russia +22,6%, Cina +6,3%; seguono gli Stati Uniti, ancora in negativo, -26,2 per cento.

La Iata per ora non modifica le previsioni sui risultati del 2021 fatte in aprile. La stima è di una perdita netta di -47,7 miliardi di dollari per tutte le compagnie mondiali. Walsh si aspetta «un miglioramento nel secondo semestre. Sono ottimista ma prudente», puntualizza. «Il ritorno del traffico ai livelli del 2019 potrebbe avvenire nel 2023, ma le compagnie devono accelare il ripristino del loro network».

Continua il momento positivo del trasporto merci per via aerea. In maggio i volumi trasportati, in tonnellate per km (Ctk), sono stati +9,4% rispetto allo stesso mese del 2019, con un rallentamento rispetto al picco di aprile (+11,3%). Con le merci le compagnie guadagnano di più, perché essendoci meno voli le tariffe sono aumentate. La Iata non dice quanto.

Nel percorso che dovrebbe condurre da Alitalia a Ita, l’Enac ha comunicato che ieri, «nell’ambito della procedura di rilascio del certificato di operatore aereo (Coa) alla neo compagnia Ita, si è svolta una riunione del tavolo tecnico Enac-Ita, presieduto dal direttore centrale vigilanza tecnica Enac, Claudio Eminente, nella quale l’operatore ha finalizzato l’organizzazione e le principali figure che saranno responsabili degli aspetti di safety». Prove di esistenza in vita di una compagnia che, se non ci saranno ulteriori slittamenti, comincerà a volare solo il 15 novembre. Deve ancora concludersi però il negoziato tra il governo e la Commissione Ue.

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