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Allarme Grecia. Varoufakis: i soldi stanno finendo

La Commissione europea ha abbandonato la prudenza sul negoziato per il salvataggio della Grecia lanciando un allarme. «Non siamo soddisfatti del livello di progressi raggiunto finora», ha detto il portavoce del presidente Jean-Claude Juncker, specificando che l’impegno «deve intensificarsi» per arrivare a un accordo con Atene. «I massimi livelli politici sono tutti a Washington — ha aggiunto il portavoce di Juncker — e speriamo ancora che queste interazioni produrranno i progressi che vorremmo vedere». La Casa Bianca ha fatto sapere di essere impegnata per favorire «una soluzione tranquilla» del caso Grecia. Ma anche a Washington sono emerse preoccupazioni per l’ipotesi di una richiesta di dilazioni nel pagamento dei debiti da parte del governo di Alexis Tsipras. Il direttore generale del Fondo Monetario, la francese Christine Lagarde, che rappresenta i creditori di Atene con Commissione Ue, Bce e Fondo salva Stati dell’eurozona, ha escluso l’allungamento del rimborso dei prestiti della Grecia perché «non abbiamo mai avuto una economia avanzata chiedere un ritardo nei pagamenti». Lagarde ha aggiunto che nell’area dell’euro potrebbe riemergere «lo stress finanziario» a causa dei problemi di Atene. I mercati del debito sovrano, già agitati dagli allarmi delle agenzie di rating sul rischio di insolvenza della Grecia, hanno penalizzato i Paesi con i conti in difficoltà. Il differenziale del tasso (spread) tra i titoli di Stato italiani e tedeschi a dieci anni è salito da 117 a 129,6 punti. 
Tsipras è intervenuto dichiarandosi «fermamente ottimista» sul negoziato con i creditori. «Ci sono stati notevoli progressi rispetto all’inizio sul miglioramento della riscossione delle tasse, la lotta alla corruzione, l’efficienza dell’amministrazione e la garanzia di un appropriato avanzo primario per l’anno in corso — ha detto il premier ellenico —. Rimangono quattro punti di disaccordo: la normativa sul lavoro, il sistema di sicurezza sociale, l’aumento dell’Iva e la vendita dei beni dello Stato». Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha definito il suo governo «un campione di risanamento del bilancio», pur ammettendo che la liquidità in Grecia sta finendo e che «non sta giocando con una possibile uscita del Paese dall’euro».

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