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Allarme Germania fuga da Deutsche e Commerz taglia

E pensare che un anno fa si speculava sulla possibilità che Commerzbank si liberasse dello Stato che ne detiene ancora una quota del 10%, tanto sembrava florida. E invece. Nell’era dei tassi azzerati, molti nodi stanno venendo al pettine. Anche i criteri più stringenti sul capitale introdotti dalle regole internazionali e severamente sorvegliati dalle autorità di vigilanza riducono i margini di manovra.
Fatto sta che il Ceo Martin Zielke ha deciso di imporre alla seconda maggiore banca tedesca una drastica cura dimagrante. Commerzbank sarà costretta a tagliare 9.600 posti di lavoro fino al 2020 e cancellerà i dividendi per gli azionisti. La banca ha confermato ieri i tagli. In realtà ci saranno 2.300 nuove assunzioni, dunque i posti di lavoro cancellati saranno 7.300. Comunque un’enormità: è un impiegato su cinque. Il “cuscinetto” Cet1 dovrebbe salire così dall’attuale 11,5 al 12% entro la fine dell’anno e al 13% nel 2020. Zielke ha intenzione di «digitalizzare tutto ciò che si può digitalizzare», come ha già annunciato a settembre. L’amministratore delegato ha coniato un termine,”Commerzbank 4.0“ per descrivere il processo che dovrebbe portare ad una digitalizzazione dell’80% di tutti i procedimenti, ma qualcuno ha già ribattezzato l’operazione «Tristezza 4.0». E intanto non c’è pace per la Deutsche Bank. Ieri pomeriggio il titolo è nuovamente crollato sotto il peso di una notizia diffusa da Bloomberg. Una decina di hedge fund avrebbero ritirato i loro derivati da Deutsche per spostarli nelle banche concorrenti. Un portavoce ha dichiarato che «i nostri clienti sono tra i più sofisticati investitori del mondo » e ha aggiunto che «la stragrande maggioranza dei clienti sa che la nostra situazione finanziaria è stabile ed è a conoscenza della situazione economica generale, dei contenziosi in corso con l’autorità giudiziaria americana e con i progressi che stiamo facendo con la nostra strategia».
In effetti lo stesso documento interno precisa che al di là dei dieci fondi, altri 200 clienti che investono in derivati non hanno cambiato la loro posizione. Secondo il Financial Times che cita fonti di Deutsche, alcuni clienti degli hedge fund avrebbero chiesto una maggiore protezione dai rischi sugli affari soprattutto in risposta alle incessanti notizie stampa allarmanti.
Ieri Marcel Fratzscher, capo del think tank Diw di Berlino ha sottolineato che se la situazione dovesse peggiorare, «il governo tedesco interverrà: Deutsche Bank è l’unica banca d’investimento che ha». Ma Yigit Bulut, consigliere economico del presidente turco Erdogan ha esortato il suo Paese a investire nella banca per farla diventare Tuerkisch Bank. Il titolo ormai vale 10 euro: prima della crisi ne valeva 100. Un assalto non auspicabilissimo, quello turco.

Tonia Mastrobuoni

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