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Allarme di Bankitalia “Dilagano riciclaggio ed evasione fiscale”

Corruzione, evasione fiscale, riciclaggio. Un filo rosso lega la criminalità di segno economico: così la Banca d’Italia, attraverso l’Unità di informazione finanziaria, lancia l’allarme nel suo rapporto annuale. Il documento definisce «diffuse e pervasive» le attività che si traducono in evasione e corruzione e che in alcuni casi vanno a braccetto con la criminalità organizzata. Rischio anche per il terrorismo: spesso si nasconde sotto attività solidaristiche o caritatevoli.
L’analisi dell’Uif «promuove » la recente introduzione del reato di autoriciclaggio nel nostro ordinamento, ma lamenta anche la scarsa collaborazione delle amministrazioni pubbliche e il «modesto contributo» dei professionisti. Perché, si dice, «norme adeguate sono essenziali ma sono destinate a restare inefficaci se manca la condivisione di fondo degli obiettivi da parte della società civile» che viene invitata a fare «una precisa scelta di campo, abbandonando agnosticismi e disponibilità alla connivenza».
Le segnalazioni di operazioni sospette sono comunque in aumento, anche per merito di banche e poste. Sono state circa 71.700 nel 2014, circa 7.000 in più dell’anno precedente con qualche novità: di queste 59.594 sono poi state inviate agli organi investigativi per un eventuale seguito d’indagine, 24.633 con valutazione di rischio «alto» o «molto alto». Da segnalare anche la crescita degli input giunti da parte dei compro-oro (+80,8%) e dei gestori di giochi e scommesse (+34,9%) due settori sui quali si è accesa l’attenzione degli ispettori.
Il monito più deciso di Bankitalia colpisce la pubblica amministrazione. Ha l’obbligo di segnalare operazioni sospette ma nonostante sia «particolarmente esposta all’incidenza della corruzione per gli appalti e i finanziamenti pubblici, mostra ancora scarsa sensibilità». L’effetto è boomerang: senza denunciare aumenta la propria vulnerabilità. Lo dimostrano recenti vicende che «pongono in luce come la corruzione sia divenuta anche il mezzo attraverso il quale forme sempre più evolute di criminalità organizzata si infiltrano nell’apparato pubblico, al fine di condizionarne le scelte».
La corruzione viene considerata «una minaccia estremamente preoccupante per il sistema economico-sociale del Paese », in quanto «mina la fiducia del cittadino nelle istituzioni e nella politica». C’è poi l’evasione fiscale che «coinvolge in modo diffuso e trasversale vaste fasce di cittadini» e che con i reati connessi è «un presupposto ricorrente all’attività di riciclaggio ».
Il rapporto Uif si sofferma anche sul terrorismo, segnalando le «capacità mimetiche» dei finanziament. Talvolta, spiega il rapporto, i fondi hanno tipicamente una provenienza lecita e il loro utilizzo viene «dissimulato attraverso attività imprenditoriali o caritatevoli di facciata ».
Rispetto al riciclaggio, il finanziamento del terrorismo, spiega il rapporto dell’Uif, presenta «caratteristiche peculiari »: le somme necessarie per le esigenze organizzative e operative non sono in genere di ammontare elevato e i fondi hanno tipicamente una provenienza lecita .
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