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Allarme delle Entrate: rischiamo di morire

ROMA – La premessa è tecnica: «Dalla contrattazione è scomparso il comparto delle agenzie fiscali». La conclusione molto meno: «E questo determina la morte delle agenzie». È il direttore stesso dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, a certificare la grande difficoltà in cui si trova quel pezzo di Stato che si occupa di accertamento e contenzioso tributario, cioè di tasse. Orlandi parte dalla contrattazione, di regole diverse per i lavoratori del settore che un tempo c’erano e adesso non ci sono più, perché il palco è un convegno della Cgil. Ma il vero problema dell’Agenzia è la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi 767 dirigenti perché promossi con procedure interne e non nominati per concorso. Persone di grande esperienza, che all’improvviso si sono viste declassate da dirigenti a semplici funzionari, passando in media da uno stipendio netto di 3.500 euro al mese a uno di 1.500 euro. E che difficilmente possono resistere a offerte di aziende e studi professionali, che viaggiano su cifre più alte. «È un’esperienza sociologica che l’Agenzia sia rimasta in piedi — dice Orlandi — e questo è successo solo per la dignità delle persone che vi lavorano».
Nelle ultime settimane sono stati diversi i dirigenti che hanno lasciato per il settore privato. L’ultima uscita è recentissima con Gabriella Cappelleri, responsabile dell’ufficio «ruling internazionale», che negli ultimi anni ha gestito i delicati accordi fiscali con le grandi multinazionali. E che è passata a occuparsi di fiscalità internazionale per un noto studio milanese. Le difficoltà dell’Agenzia hanno colpito anche i cinque funzionari del Fondo monetario internazionale, che proprio in questi giorni sono in missione su richiesta del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per aiutare l’Italia a dare completa attuazione alla riforma fiscale. E probabilmente sarà affrontata anche a novembre quando, sempre su invito di Padoan e con lo stesso incarico, arriveranno i funzionari dell’Ocse.
Intanto ieri il comitato di gestione dell’Agenzia ha deliberato il cambio al vertice della direzione del personale. Al posto di Girolamo Pastorello, che dal primo novembre lascia l’amministrazione avendo completato l’incarico, subentra Margherita Maria Calabrò. Giuseppe Buono, inoltre, guiderà la direzione Tecnologie e Innovazione, la nuova struttura che ha il compito di gestire le banche dati e la sicurezza informatica.

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