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Allarme della Bce: rischio crac «Evitare ritardi sul Recovery»

Nel giorno in cui la Commissione europea ha presentato la strategia di finanziamento per reperire fino a circa 800 miliardi di euro per alimentare Next Generation Eu e il bollettino annuale della Bce ha indicato che il Recovery Fund può fornire un significativo sostegno macroeconomico di circa il 5% del Pil dell’Area euro se usato pienamente, ci ha pensato la presidente Christine Lagarde a ricordare come non sarà facile uscire dalla crisi economica scatenata dal Covid: «Vedremo inevitabilmente un maggior numero di bancarotte rispetto allo scorso anno», ha detto intervenendo a un evento organizzato da Reuters.

«Le moratorie e le garanzie pubbliche finora hanno permesso di mantenere limitato il numero dei fallimenti», ha proseguito Lagarde, spiegando che «le imprese che sono finite in bancarotta nel 2020 probabilmente resteranno in questa condizione anche nei mesi a venire». In questo contesto «è estremamente importante — ha precisato — che i governi siano in grado di valutare i rischi nel modo più veloce ed efficiente, in modo da distinguere fra le imprese che hanno un problema di liquidità e quelle che hanno un problema di solvibilità». Al mattino era stato il vicepresidente della Bce Luis De Guindos, presentando al Parlamento Ue il rapporto 2020 della Banca centrale europea, a spiegare che «nel breve termine, tutte le parti interessate, in particolare quelle fiscali, devono continuare a integrare la nostra posizione monetaria accomodante. Se vogliamo una ripresa tempestiva in Europa, dobbiamo evitare qualsiasi “effetto precipizio” legato al ridimensionamento prematuro di queste politiche». Per questo è importante che proceda spedita l’attuazione di Next Generation Eu: «Dobbiamo evitare qualsiasi ritardo evitabile — ha detto De Guindos — che possa intaccare la percezione molto positiva (dei mercati, ndr) di ciò che è stato realizzato».

I primi fondi Ue potrebbero arrivare già in luglio. Si tratta del prefinanziamento di Next Generation Eu pari al 13% dell’ammontare assegnato agli Stati membri. Ma questa data vale per i Paesi che per primi otterranno l’approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, per gli altri l’anticipo arriverà in settembre. Per il commissario Ue al Bilancio, Johnannes Hahn, è «molto realistico» che questa sia la tempistica. Per il prefinanziamento, ha spiegato Hahn, servono all’incirca «45 miliardi di euro», per raccogliere i quali ci vorranno circa «due mesi», dato che la Commissione «potrà raccogliere circa 15-20 miliardi al mese, in alcuni mesi qualcosa in più». L’aspettativa da parte dell’esecutivo Ue è di riuscire a emettere bond con rendimenti negativi in estate, almeno sulle lunghe scadenze.

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