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Allarme Bankitalia, in Italia il riciclaggio vale il 10%del Pil

di  Stefania Tamburello

ROMA— È un’attività fiorente quella del riciclaggio che «lava» via l’origine criminosa del denaro. E lo è in Italia più che altrove: vale più del 10%del nostro Prodotto interno lordo mentre la media a livello mondiale, secondo le stime del Fmi, è del 5%del Pil globale. La cifra dunque è imponente, visto che il Pil italiano viaggia sui 1.600 miliardi di euro, ed è la Banca d’Italia ad indicarla rilevando che i numeri crescono in presenza di una crisi economica. «Si tratta di flussi di denaro illecito che assumono rilevanza anche sul piano macroeconomico e sono suscettibili di generare gravi distorsioni nell’economia legale alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati, l’allocazione delle risorse con riflessi sulla stessa stabilità ed efficienza del sistema economico» , ha spiegato fornendo i dati il vicedirettore generale dell’Istituto di via Nazionale, Anna Maria Tarantola, in un intervento svolto alla Scuola Superiore dell’economia e delle finanza. È quindi anche in termini di «mancato sviluppo economico» che l’Italia «paga un pesante tributo alla prepotente presenza della criminalità organizzata» . Tanto più che gli studi della stessa Banca d’Italia evidenziano come nelle aree a forte presenza criminale «la crescita economica risulti compressa, le imprese paghino più caro il credito, gli investimenti siano disincentivati» , ha detto poi Tarantola. La quale, citando il governatore Mario Draghi, ha poi sottolineato come in quelle aree sia «più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all’inquinamento della politica locale» . Da qui l’importanza della lotta al riciclaggio che vede la Banca d’Italia e l’Uif, l’Unità di informazione finanziaria, istituita all’interno dell’Istituto, in prima linea dal 2007. I risultati non sono mancati: «Le segnalazioni di operazioni sospette, circa 12.500 nel 2007, si sono triplicate divenendo oltre 37 mila nel 2010. Il trend di crescita risulta in notevole accelerazione: +16%nel 2008, +44%nel 2009, +77%nel 2010» . Non può però considerarsi soddisfacente, ha rilevato Tarantola, il fatto che «l'aumento delle segnalazioni sia dovuto quasi esclusivamente agli intermediari bancari e finanziari e alle Poste. Dai professionisti e dagli altri operatori sono pervenute nel 2010 solo 223 segnalazioni (erano 136 nel 2009 e 173 nel 2008), di cui un terzo dai dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, circa un quinto dai notai» . Intensa anche l'azione della Vigilanza che nel 2010 ha effettuato 175 ispezioni di carattere generale, 9 mirate e 113 verifiche presso dipendenze bancarie nell'hinterland milanese, entroterra Campano e aree della Sicilia. All'autorità giudiziaria sono state inviate 63 segnalazioni di violazione della normativa antiriciclaggio di potenziale rilievo penale. Le sanzioni amministrative pecuniarie hanno toccato i 4,1 milioni di euro contro 1,6 del 2009.

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