Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alla riforma dei marchi

Allo studio del Consiglio nazionale anticontraffazione (Cnac) del Mise due proposte normative in materia di tutela del made in Italy. La prima consisterà in una legge speciale per la tutela dei segni distintivi di «Expo 2015». Questo per rispondere all’esigenza di contrastare fenomeni di usurpazione di un marchio connesso a un evento di rilevanza mondiale come Expo. Nella proposta di legge in via di elaborazione dalla commissione tecnica «made in Italy» la tutela riguarderà non solo, in generale, tutti i segni distintivi «registrati e usati» da Expo 2015 spa (quindi anche mascotte, eventuali personaggi e relativi nomi), ma includerà anche il cosiddetto «marketing parassita», consistente nell’associazione indebita, non autorizzata, di un brand a un evento mediatico. La seconda sarà una bozza di articolato per «una delega per la promozione delle produzioni di qualità sul mercato globale mediante l’istituzione di marchi collettivi di settore». In materia di marchi collettivi per la valorizzazione della produzione italiana di qualità. La commissione tematica ha proposto di incentivare l’adozione di marchi collettivi volontari di fonte privata, anche gestiti in forma consortile, elaborati dai singoli settori. L’esempio di riferimento sarà il marchio «Ceramics of Italy» che rappresenta e promuove le aziende dell’industria ceramica nel mondo.

Expo 2015 e presidi anticontraffazione. Inoltre, per rendere l’esposizione universale libera da contraffazione, la commissione ha proposto di creare dei presidi anticontraffazione presso Expo. Attualmente la commissione nazionale anticontraffazione ha preso contatti con gli organizzatori di Expo per verificare se tra gli strumenti di autoregolamentazione dell’Expo siano già previsti in qualche modo dei meccanismi per mettere in campo procedure atte a tutelare visitatori ed espositori contro alcune possibili fattispecie di violazione relative alla contraffazione e al fenomeno che viene definito «italian sounding», anch’esso in forte espansione a livello internazionale. Inoltre, sarà decisiva la sensibilizzazione dei consumatori probabilmente anche attraverso il rilancio dello strumento della sanzione dell’acquirente consapevole di prodotti contraffatti. In tal senso vanno le evidenze ricavate dall’attuazione del primo piano di azione territoriale realizzato nel biennio scorso sempre in collaborazione con Anci.

Consiglio nazionale anticontraffazione. Il consiglio nazionale anticontraffazione (Cnac), che ha sede presso il ministero dello sviluppo economico, nella riunione del 15 ottobre scorso alla presenza del sottosegretario senatrice Simona Vicari, che lo presiede, ha deliberato l’emanazione dei due provvedimenti in materia di tutela made in Italy. Il consiglio nazionale anticontraffazione è l’organismo interministeriale con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento strategico delle iniziative intraprese da ogni amministrazione in materia di lotta alla contraffazione, al fine di migliorare l’insieme dell’azione di contrasto a livello nazionale. Istituito presso il ministero dello sviluppo economico dalla legge 23 luglio 2009 n. 99, è operativo dal 2011.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa