Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alla Consulta l’aggio della riscossione

I giudici tributari portano l’aggio della riscossione alla Corte costituzionale. Due pronunce delle Ctp di Torino e Roma sollevano il dubbio di incostituzionalità sulla somma che spetta a Equitalia per ripagare i costi del servizio di recupero di imposte e tributi affidatole dagli enti creditori. Somma che grava sui contribuenti, in tutto o in parte, a seconda delle tempistiche di pagamento. Un problema su cui, comunque, il Parlamento a più riprese ha cercato di intervenire. Da ultimo la spending review dello scorso luglio (Dl 95/2012, articolo 5) ha previsto una riduzione della percentuale prevista come remunerazione dei costi di riscossione dal 9% all’8% per i ruoli emessi a partire dal 1° gennaio 2013. Qualche mese prima il decreto salva-Italia (Dl 201/2011, articolo 10) aveva disegnato un percorso per portare con decreti da adottare entro il 31 dicembre 2013 a una revisione del meccanismo di rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato di Equitalia in base a una serie di parametri come i carichi annui affidati, l’andamento delle riscossioni coattive e il processo di ottimizzazione ed efficientamento. Alla condizione, però, che le spese a carico del contribuente siano inferiori.
Ora, però, due Ctp pongono alla Consulta il problema di valutare se il sistema attualmente in vigore (al netto del taglio dell’aggio di un punto percentuale) sia effettivamente in linea con i dettati costituzionali.
L’ordinanza 147/10/12 della Ctp Torino, depositata lo scorso 18 dicembre, sottolinea la questione della mancanza di un limite alla commisurazione dell’aggio e il possibile conflitto con il principio di ragionevolezza insito nell’articolo 3 della Costituzione. «Se, infatti, appare giustificato che al contribuente, il quale con il suo inadempimento ha dato origine alla procedura coattiva, siano imputati i costi del servizio di riscossione – scrivono i giudici torinesi nella motivazione – non è ragionevole che gli siano imputati oneri eccessivi che oltrepassino a dismisura il costo della procedura». La norma originaria (articolo 17, comma 1, del Dlgs 112/1999) prima delle modifiche del decreto salva-Italia (però ancora non operative) è ritenuta «priva di qualsiasi effettivo e opportuno ancoraggio della remunerazione del costo del servizio, esponendo in tal modo i contribuenti a pretese di rimborso di costi non giustificati, indimostrati ed esorbitanti». Un’anomalia della disciplina ancora più evidente – secondo la Ctp – se confrontata con le disposizioni precedenti e con quelle successive emanate per correggerne le distorsioni e ancora in corso di attuazione. L’altra questione, poi, è che il calcolo dell’aggio considera gli interessi «dovuti all’ente impositore titolare del credito d’imposta, venendo in tal modo a riconoscere a un soggetto terzo, l’agente della riscossione, un sovrappiù a titolo di interessi, su somme da quest’ultimo non anticipate né tantomeno sborsate».
Censure di anticostituzionalità che si vanno ad aggiungere a quelle sollevate dalla Ctp Roma con un provvedimento più datato ma pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» (serie speciale Corte costituzionale) n. 48 del 5 dicembre scorso. L’ordinanza 271/2010 del collegio della Capitale intravede un conflitto con l’articolo 53 della Costituzione e mette in risalto la mancanza di connessione tra aggio e capacità contributiva che causerebbe una discriminazione tra i contribuenti producendo effetti negativi su un doppio versante. In modo diretto in quanto «si vedrebbero privati del diritto a dosare la propria contribuzione in base al reddito, scegliendo in questo modo l’intensità delle proprie prestazioni lavorative». In modo indiretto a causa della «conseguente diminuzione della propria fiducia nel sistema fiscale, percepito non come strumento di sviluppo della collettività bensì quale elemento esclusivamente ostacolante il libero esercizio delle arti e dei mestieri, con riferimento all’articolo 97 della Costituzione, ossia del buon andamento della Pa, in quanto, il compenso risulta dovuto in assenza di una qualsiasi attività dell’agente di riscossione».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa