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Alitalia, via allo scorporo Millemiglia sui conti un salvagente da 250 milioni

La riunione del Comitato esecutivo di Alitalia in altri momenti passerebbe quasi inosservata agli occhi esterni. Ma sono ore frenetiche per il vettore romano rientrato nell’occhio del ciclone delle polemiche elettorali e a corto di “carburante” in cassa.
Per questo, dopo il via libera del dicembre scorso votato dal Consiglio di amministrazione, diventerà ufficialmente operativo lo spin-off del programma Millemiglia, valutato da un advisor intorno ai 250 milioni di euro. Una iniezione “virtuale” di liquidità che riporta in quota di sicurezza il vettore per i prossimi mesi senza dover ricorrere ad un temuto aumento di capitale, visti i tempi e i mal di pancia dei soci. Il patrimonio, quindi, risale ad un livello di relativa tranquillità da qui a fine anno, circa 500 milioni di euro complessivi. Un paracadute fondamentale per non giungere con il fiato corto all’appuntamento decisivo con Air France.
Ma il Comitato riveste un’importanza strategica anche per i nomi di chi si accomoderà al tavolo per discutere e varare operazioni che solo apparentemente appaiono di routine: la riunione metterà di fronte, nella sede di Alitalia, i principali soci di Cai, dal presidente Roberto Colaninno all’ad Andrea Ragnetti, fino ad alcuni dei protagonisti della quasi certa fusione tra Air France con Alitalia: Gaetano Miccichè (Intesa Sanpaolo) e il numero uno del vettore francese Jean-Cyril Spinetta.
Negli ultimi mesi il gruppo di lavoro formato da una quindicina di dirigenti della compagnia franco-olandese, di stanza a Roma, ha iniziato a delineare gli
scenari operativi dei prossimi mesi. E Spinetta, da sempre convinto della bontà del matrimonio con Alitalia, potrebbe cogliere l’occasione e trasformare questa breve visita romana in un vertice che ponga delle basi solide per la possibile fusione.
Si tratta del primo faccia a faccia tra i big di Cai dopo la scadenza del primo lock-up sulle azioni, il vincolo che concede la facoltà di cedere le proprie quote a soggetti esterni alla cordata, previo via libera degli altri soci. Un vincolo che dal 29 ottobre prossimo decadrà del tutto. Da quel giorno, infatti, ogni azionista potrà vendere le proprie quote a chiunque senza dover incassare il placet del resto della cordata.
La riunione di oggi cade, tra l’altro, nel giorno della discussione pubblica al Consiglio di Stato sul destino degli slot sulla rotta Fiumicino-Linate. I giudici dovranno decidere se Alitalia, come già sancito dall’Antitrust e da Tar del Lazio, dovrà cedere a easyJet alcuni collegamenti tra Roma e Milano. Voli che, secondo un’indagine Ispo, i due terzi dei passeggeri vorrebbero aperti alla concorrenza.
E proprio per difendere i diritti dei passeggeri e la sicurezza dei voli, oggi scendono in pista tutti i piloti europei oltre a steward e hostess. La categoria dei comandanti
protesterà contro l’allungamento degli orari di impiego: i nuovi “limiti” di volo proposti dall’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza aerea, prevedono anche 22 ore consecutive di servizio e fino a 12 ore alla cloche di notte. Norme che se applicate, dicono in coro i rappresentanti sindacali di 40 mila piloti e oltre 100mila assistenti di volo europei, potrebbero mettere a rischio l’incolumità di chi viaggia.

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