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Alitalia, vertici confermati per l’abbraccio con Etihad

ROMA — Nuovi soci, nuovo cda, tanto ottimismo per il 2014. Le parole più importanti per Alitalia sono proprio queste, nel giorno del cambio di passo dopo cinque anni di delusioni se non di cocenti fallimenti.
La cordata originaria fatta da 21 “patrioti” è uscita con le ossa rotte dall’avventura che Silvio Berlusconi nel 2008 aveva creato dalle ceneri di una compagnia di bandiera fallita e rifiutata perfino dai compagni di avventure di una vita, i francoolandesi di Air France-Klm.
Ieri l’ultimo atto della Cai prima maniera, che aveva tentato inutilmente di risollevare le sorti di un’azienda difficile da tenere in volo. Ma i soci, anziché diminuire, sono aumentati passando dagli originari 21 a 24. Merito, forse, dell’odore di Etihad, il vettore che conferma il proprio interesse per Alitalia. Una presenza che ha evidentemente convinto gran parte dei soci a tentare di giocare la schedina del Golfo sperando nel colpo gobbo. Etihad potrebbe quindi entrare presto, in Alitalia anche se non nei prossimi giorni. Come ha spiegato lo stesso numero uno del vettore del Golfo, James Hogan, «noi non abbiamo fretta, siamo ancora in una fase preliminare dell’analisi su Alitalia. Stiamo lavorando».
Hogan ha anche precisato che le alleanze non si creano dal nulla in poche settimane: «Non ho alcuna intenzione di farne una con Alitalia per la fine del mese». Insomma, di un patto serio col sigillo di tutti i soggetti interessati, se ne parlerà probabilmente a fine marzo o entro Pasqua, anche se fonti vicine al dossier scommettono su una soluzione positiva già a fine febbraio.
Il fronte dei soci, in precedenza molto frammentato, dopo l’aumento di capitale da quasi 400 milioni è stato riscritto: rispetto al 2009 Air France ha ridimensionato la propria quota scendendo dal 25% a poco più del 7%. Il primo azionista è oggi Intesa Sanpaolo con il 20,59%, seguito dalla nuova entrata Poste Italiane (19,48%) e Unicredit col 13%. Resta tra gli azionisti più importanti anche la Immsi di Roberto Colaninno col 10,19% e Atlantia, al 7,44%. in totale tre nuovi soci, mentre su 24 azionisti sono quattro quelli “forti”, con oltre il 10%, mentre altri 12 hanno in tasca meno dell’1% della società.
Anche l’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio, riconfermato con Roberto Colaninno per portare Alitalia tra le braccia del pretendente arabo, è ottimista. E non potrebbe essere altrimenti: ha incassato un difficile via libera all’aumento di capitale ed è pronto a discutere coi sindacati di risparmi «ma senza ricorrere a tagli di posti di lavoro», precisa. E aggiunge: «Con Etihad siamo ancora in una fase esplorativa, ci scambiamo idee e progetti, ma se il buon giorno si vede dal mattino, allora sono ottimista ».
Insomma Del Torchio ripete il suo mantra spiegando di essere «sulla strada giusta. In quest’ultimo periodo abbiamo sofferto molto ma i risultati di inizio anno ci danno molta fiducia: gli italiani tornano a volare Alitalia ».

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