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Alitalia, vertice con le banche sul piano

Un vertice straordinario di Alitalia con i rappresentanti delle banche convocato per domani potrebbe aprire la resa dei conti al vertice della compagnia aerea.
Domani pomeriggio l’a.d. Cramer Ball, il manager australiano scelto da Etihad, dovrà riferire sullo stato di avanzamento del progetto di riduzione costi e dello sviluppo ricavi. I due corni del dilemma che Alitalia dovrebbe risolvere per invertire la rotta dei conti in profondo rosso.
La riunione potrebbe diventare una trappola per Ball, a causa della lite tra le banche e Etihad. Scontro anche nel vertice, il presidente Luca Cordero di Montezemolo è in contrasto con Ball e con James Hogan, numero uno di Etihad. Ball dovrà riferire sullo stato di attuazione del piano industriale, nell’ambito dei 60 giorni concessi dal cda il 22 dicembre quando le banche azioniste Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno dato fiducia al buio, sbloccando le linee di credito già concesse, perché le casse di Alitalia erano vuote.
A quasi un mese da quel “sì” del cda che risultati può esibire Ball? Da quanto risulta al Sole 24 Ore Ball non ha nulla di nuovo in mano. Ci sono solo le linee guida del piano industriale e gli obiettivi di risparmio. Il piano industriale non c’è. Lo ha detto anche nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e lo ha confermato ieri il ministro dei Trasporti, Granziano Delrio, nell’incontro con i sindacati insieme a Calenda, il quale si è detto contrario a un’ipotesi che serpeggia, il ritorno dello Stato nel capitale dell’Alitalia.
Ball è stato in vacanza dal 23 dicembre al 3 gennaio. Solo dal 9 gennaio in Alitalia sono state fatte riunioni per mettere a fuoco la spina dorsale della ristrutturazione, il progetto di una compagnia low cost “narrow body”, per il breve e medio raggio. Alitalia ha tra gli obiettivi un risparmio annuo di 60 milioni sui leasing degli aerei e di circa 50 milioni sui costi di manutenzione di motori e aerei, questi ultimi sarebbero del 20-25% superiori ai valori di mercato.
La riunione di domani è stata voluta da Gaetano Miccichè, il direttore generale di Intesa che sta tirando le fila per le banche (con lui c’è l’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni). Ad ascoltare, ma si potrebbe dire “interrogare”, Ball ci saranno anche i rappresentanti della Cai, la società guscio che da fine 2014 detiene, attraverso Midco, il 51% della nuova Alitalia. L’altro 49% è dell’emiratina Etihad.
Per Cai, che è presieduta dallo stesso Montezemolo, dovrebbe partecipare l’a.d. Francesco Di Giovanni. E ci sarà anche un dirigente Alitalia di fiducia dei soci Cai, il bolognese Fausto Federici, che si muove dietro le quinte. Federici è entrato in Alitalia nell’agosto scorso per controllare i dati sull’andamento economico-finanziario.
La prossima settimana si dovrebbe riunire il cda di Alitalia, forse il 23 gennaio, per nominare un advisor industriale per valutare il piano che oggi non c’è, c’è solo un testo di 158 pagine con discorsi generici. L’advisor avrà sei settimane. I sindacati hanno rinviato lo sciopero di 4 ore del 20 gennaio.
Ball resiste al suo posto, in base al ragionamento che Etihad è il socio che ha messo più soldi in Alitalia. Il fronte bancario è alla ricerca di un nuovo a.d.: oltre all’ex a.d. di Intesa Corrado Passera o all’ex Fs Mauro Moretti, piacerebbe Flavio Cattaneo, a.d. di Telecom Italia dal 30 marzo 2016, che per 15 mesi ha guidato Ntv, la società del treno Italo di cui sono soci Montezemolo e Intesa.

Gianni Dragoni

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