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Alitalia verso l’intesa, più soldi dai soci

A 24 ore dalla scadenza dell’ultimatum di Etihad, il barometro della partita Alitalia torna all’improvviso a risalire verso il sereno. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha convocato ieri mattina a Palazzo Chigi banche, soci e Poste italiane per cercare di avvicinare le loro posizioni ed evitare il crac della compagnia. E la moral suasion dell’esecutivo sembra aver dato i suoi frutti. La società pubblica guidata da Francesco Caio ha accettato di alzare il suo impegno finanziario nell’operazione a 70 milioni, come chiedevano gli ex patrioti di Cai e i creditori. Gli altri soci italiani – istituti compresi – hanno detto sì alla struttura della midco proposta dalle Poste e alla richiesta di aprire un’altra volta il portafoglio, portando da 250 a 300 milioni (come chiedevano gli emiri) il valore dell’aumento di capitale Alitalia. I toni polemici della vigilia si sono smussati e Palazzo Chigi ha potuto così confermare in una nota che l’incontro è stato «proficuo e che consentirà in brevissimo tempo ad Alitalia di formulare una risposta all’ultima lettera di Etihad, in modo da giungere al più presto ad un esito positivo». Il tempo, del resto, è tiranno. La mezzanotte di oggi è il termine ultimo posto dall’aerolinea del Golfo per sgombrare i «pochi ma significativi» ostacoli alle nozze. E se tutti i tasselli andranno a posto – come allo stato, più che prevedibile, pare inevitabile – stamane partirà una letterina in cui l’ad del vettore tricolore Gabriele Del Torchio darà una risposta compiuta e finale alle richieste di Abu Dhabi: un aumento dell’impegno finanziario per far fronte allo stato di salute dei conti peggiore delle previsioni (incassato), i chiarimenti sulla struttura dell’operazione Poste e la sua compatibilità Ue, la pax sindacale e la soluzione dei contenziosi con Toto. La palla, a quel punto, sarà in mano agli emiri per l’ok finale. Se arriverà a stretto giro di posta, Alitalia potrebbe convocare ad horas una nuova assemblea (servono 8 giorni di tempo) per rivedere i termini della ricapitalizzazione. Poi, salvo imprevisti, la strada per il salvataggio della compagnia e il decollo di Ali-had – tutti incrociano le dita – dovrebbe essere in discesa anche se i tempi saranno destinati ad allungarsi.

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