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Alitalia, verso la miniproroga Fs e Atlantia: avanti con Delta

Il dossier Alitalia va verso una schiarita. Il doppio incontro di Lufthansa ieri a Roma prima con Ferrovie dello Stato poi con Atlantia si conclude con i tedeschi che si dicono disposti a un impegno più concreto, ma nella realtà tornano a Francoforte senza alcuna promessa — a partire da quella sull’equity — condizione minima per poter avviare un tavolo. Una decisione finale Lufthansa si sarebbe riservata di comunicarla nei prossimi giorni, spiegano due fonti al Corriere, che non credono a un loro investimento. Nei faccia a faccia Harry Hohmeister, chief commercial officer del colosso europeo, ha confermato la proposta di partnership commerciale, qualcosa che gli italiani ritengono insoddisfacente.

I partner industriali per Alitalia al tavolo restano Delta Air Lines e Lufthansa. Ma gli americani sono avanti se non altro perché gli unici finora disposti a sborsare 100 milioni di euro, oltre ad aver messo nero su bianco un piano industriale. Fs e Atlantia hanno inaugurato da diversi giorni una trattativa parallela con i tedeschi più con l’obiettivo di indurre la compagnia Usa a venire incontro alle richieste della società controllata dai Benetton, che ha bocciato quel piano.

Oggi pomeriggio è previsto il decisivo doppio consiglio di amministrazione di Fs ed Atlantia. Nella lettera al ministero dello Sviluppo economico Ferrovie — il condizionale è d’obbligo — dovrebbe formalizzare la costituzione di un consorzio per la stesura dell’offerta vincolante nel giro di qualche settimana. L’intenzione di non andare oltre il mese, fanno sapere le fonti. Il tutto a due condizioni: che venga migliorato il piano industriale e che si trovi un partner aeronautico che creda nel progetto. Un passaggio formale per consentire ai commissari straordinari di Alitalia di non portare i libri in tribunale e per domandare un altro prestito ponte di 200-250 milioni di euro. Toccherà a Delta a questo punto rilanciare, magari andando incontro a due richieste di Atlantia: l’incremento dell’equity e un ruolo di primo piano di Alitalia nella futura joint venture transatlantica con un occhio di riguardo al mercato Italia-Usa.

Sullo sfondo restano anche altri nodi da sciogliere come la cassa nel periodo transitorio e gli strumenti che il Mise dovrà mettere in campo per i 2.000 esuberi.

Diversi analisti che seguono il dossier Alitalia ritengono che quella di Lufthansa sia un modo per far deragliare la trattativa con la rivale Delta, dal momento che l’ad Carsten Spohr è impegnato a stabilizzare l’operatività del gruppo e a ridurre le perdite della divisione low cost Eurowings. Se, a sorpresa, Lufthansa dovesse decidere di investire nel vettore tricolore bisognerebbe ripartire da quasi zero.

Fabio Savelli, Leonard Berberi

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