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Alitalia, versata la seconda tranche del prestito ponte

I soci di Alitalia-Cai mettono di nuovo mano al portafoglio e versano un’altra tranche del finanziamento-ponte alla compagnia per circa 100 milioni. L’operazione è avvenuta in questi giorni, tra lunedì e mercoledì, nel rispetto gli accordi intercorsi tra gli azionisti che prevedevano un’erogazione a rate, di pari passo con verifiche periodiche sulla situazione della cassa di Alitalia.
L’ultima verifica effettuata prima del versamento non mostrava particolari peggioramenti ed era in linea con le previsioni elaborate nei mesi scorsi dal management della compagnia. L’immissione di denaro di questi giorni porta a circa 180 milioni il livello delle nuove disponibilità liquide per garantire l’operatività della compagnia fino alla fine dell’anno, quando è prevista la firma dell’accordo finale con Etihad. A questo proposito, secondo varie fonti non è da escludere che il closing dell’operazione possa avvenire anche prima di Natale, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del 31 dicembre ventilata nei giorni scorsi.
A inizio novembre i soci di Cai avevano versato la prima tranche del finanziamento-ponte, pari a circa 80 milioni. Con il versamento di questa settimana si arriva, appunto, a circa 180 milioni: di questi, 155 milioni sono stati garantiti dagli azionisti di Cai, tra cui le banche come IntesaSanPaolo e Unicredit e Atlantia, che ha complessivamente ha versato pro-quota 35 milioni.
I restanti 25 milioni sono stati immessi dalle Poste (che non è azionista di Cai, ma di una Midco intermedia tra questa e Alitalia) non in cassa ma attraverso una sorta di prestito obbligazionario convertibile (convertible notes) emesso dalla compagnia aerea. La dotazione sin qui garantita consentirà ad Alitalia di andare avanti con l’attività per i prossimi giorni, in vista dell’imminente formalizzazione del matrimonio con Etihad che vedrà poi il vettore arabo entrare nel capitale e immettere a sua volta nuove risorse fresche.
Gli accordi sul finanziamento-ponte prevedono comunque che una tranche finale di 20 milioni sia versata in ogni caso dopo la firma del closing. Si arriva così alla somma di 200 milioni; nei mesi scorsi gli azionisti di Cai avevano però deliberato un aumento di capitale fino a 300 milioni (nel rispetto delle condizioni poste dai partner arabi per arrivare a un memorandum di intesa). Di quella somma, una volta erogato il finanziamento-ponte di 200 milioni, restano altri 100 milioni. Gli accordi tra i soci stabiliscono che questa tranche residua possa essere utilizzata in una seconda fase, soltanto nel caso in cui alcuni contenziosi pregressi dovessero generare per Alitalia nuovi oneri.
Di quei 100 milioni, la metà sarà in carico alle Poste.
Gli accordi prevedono infatti che la società dei recapiti sottoscriva, nell’ambito dell’aumento da 300 milioni, «convertible notes fino a 75 milioni di euro, con disponibilità all’erogazione preliminare fino a 25 milioni di euro» come si legge nella relazione semestrale di Atlantia. E poichè Poste quei 25 milioni di erogazione preliminare li ha già versati, è facile dedurre che i restanti 50 milioni verranno utilizzati in buona parte per coprire l’eventualità che emergessero nuovi oneri legati ai contenziosi pregressi.

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