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Alitalia, vendita in salita e scattano gli scioperi

Luigi Di Maio, nonostante tutto, ci crede. Poco importa se nel giro di 24 ore i due numeri uno di Delta e easyJet, Ed Bastian e Johan Lundgren si siano elegantemente defilati dal rispondere con chiarezza sul futuro della nuova società che dovrebbe nascere assieme ad Fs: frasi di rito, come « stiamo cercando di capire se proseguire nel percorso » , oppure « Alitalia è un partner importante ma non abbiamo deciso ancora nulla», hanno fatto scattare l’allarme dei sindacati che adesso sono pronti a sferrare il primo vero attacco a commissari e governo. Gli scioperi che si stanno preparando ad effettuare potrebbero rivelarsi micidiali.
Nei piani dell’esecutivo Conte, la nuova azienda sarà solo in parte privata vista la presenza di Ferrovie, Poste e dello stesso ministero dell’Economia. La compagnia avrà una base forte per i voli intercontinentali a Roma (con Delta) e un’altra sul medio raggio a Milano ( sotto la guida di easyJet). Un pot- pourri, anzi uno spezzatino della società che piace sempre meno e agisce da collante nella categoria dei piloti. Un nutrito gruppo di comandanti svincolati dal sindacato, ieri si è dato appuntamento in un hotel romano per mettere a punto una reazione coordinata al declino, o peggio, all’incombente finale amaro di questa storia che a due anni dal fallimento ancora non vede spiragli di luce.
Di Maio ieri ha ribadito che il dossier andrà chiuso « entro il 31 marzo» nonostante questo tiepido interesse per una compagnia che continua a perdere più di 1,2 milioni di euro al giorno e ha chiuso il 2018 con un rosso che potrebbe avvicinarsi al mezzo miliardo. Lufthansa resta alla finestra e, a quanto si apprende, starebbe ancora aspettando un contatto con il governo.
Di Maio, invece, ieri ha detto che i tedeschi « non si sono fatti sentire» escludendo un intervento del più grande vettore europeo, almeno in questa fase.
Sempre ieri, nel corso di un vertice tra Fs, commissari e ministero è stato fatto il punto della estenuante trattativa che vede le compagnie Usa e inglese sedute al tavolo con le Ferrovie. I nodi da sciogliere restano quelli della “doppia” Alitalia ( Roma e Milano) e la revisione della rete di easyJet che opera oggi su Malpensa, e la posizione di Delta che se da una parte ha tutto l’interesse a salvare Alitalia e i suoi voli sull’Atlantico, non è disposta a investire cifre importanti, vista anche la crisi di Air France che potrebbe presto entrare nel mirino degli americani distogliendone l’attenzione da Alitalia.
Fonti vicine al dossier restano però convinte che il dialogo prosegua anche se non a ritmi intensi vista la complessità degli accordi da sottoscrivere. In ogni caso i sindacati fiutano un possibile passo indietro delle due compagnie e sono sul piede di guerra. Nelle ultime ore hanno annunciato una serie di scioperi, con un primo “ assaggio” di quattro ore di stop ai voli previsto per il 25 marzo. Accanto a Anpac, Anpav si muovono Cgil, Cisl, Uil, Ugl mentre l’associazione Nazionale Piloti, rilancia con una mobilitazione molto forte e con un pacchetto di 72 ore di sciopero dei piloti del gruppo.

Lucio Cillis

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