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Alitalia vende tre slot a Londra Heathrow per ora si allontana l´aumento di capitale

Alitalia vende tre “preziosissimi” slot all´aeroporto londinese di Heathrow per puntellare il bilancio, metter in cassa un po´ di liquidità e allontanare (almeno per il momento) il rischio di una ricapitalizzazione che rischia di far scoppiare nuove tensioni tra i soci. La cessione è avvenuta nelle scorse settimane sul mercato “telematico” dei diritti di decollo e d´atterraggio dello scalo inglese. Il nome del compratore e l´incasso non sono noti. Ma secondo le stime di mercato e il valore delle ultime transazioni su questo particolarissimo listino, la compagnia tricolore potrebbe essersi messa in tasca diverse decine di milioni.
Due degli slot messi all´asta appartengono infatti alla fascia più pregiata, quella delle primissime ore della mattina. Merce rarissima che non a caso vale oro: secondo i dati presentati all´ultimo World Route development Forum di Abu Dhabi da Sara Whitlam, responsabile sviluppo dello scalo britannico, per comprarsi un posto ai finger di Heathrow tra le 6 e le 8 del mattino bisogna pagare almeno 20-25 milioni di euro. Il prezzo scende nel corso della giornata fino allo sconto del 50% garantito a chi si accontenta di partire dall´aeroporto londinese in tarda serata. All´inizio del 2008, quando il mercato tirava e i cieli transatlantici erano super-affollati, un singolo slot nell´arco della giornata è arrivato alla stratosferica valutazione di 40 milioni di euro. La stessa Alitalia (in versione pubblica) aveva già fatto cassa nel 2007, vendendone sei per 90 milioni.
La compagnia tricolore, naturalmente, continua a volare regolarmente su Heathrow. I suoi diritti di atterraggio e decollo settimanali sono calati da 132 a 119 dopo la cessione a fine 2011 del primo slot e scenderanno sotto quota 100 dal prossimo aprile. È possibile però che la società di Roberto Colaninno ridisegni il suo network verso la capitale britannica aprendo nuovi collegamenti con il City Airport.
Il parziale disimpegno dal maggior scalo inglese non è comunque un fulmine a ciel sereno. Ragnetti aveva già preannunciato l´ipotesi di cedere «asset non strategici» per far fronte a una situazione di liquidità non proprio rosea. Alitalia ha chiuso i primi nove mesi dell´anno con 173 milioni di perdita netta (erano stati 201 nel 2011) grazie a un terzo trimestre chiuso con un utile di 27 milioni, meno dei 69 registrati nello stesso periodo dell´anno precedente. La società aveva a fine 2011 solo 479 milioni di patrimonio, ridotti oggi a 300, con il rischio di essere costretta a batter cassa con i suoi soci per reintegrare perdite superiori al terzo del capitale.
La vendita degli slot inglesi consentirà invece con ogni probabilità di mettere una pezza a questa situazione facendo tirare un bel sospiro di sollievo a Colaninno. L´ultima assemblea dell´aerolinea, secondo le cronache, sarebbe stata piuttosto burrascosa, con diverse critiche degli azionisti alla gestione dell´ex numero uno di Telecom Italia. La cordata dei patrioti, del resto, non pare in questo momento in condizione di supportare eventuali ricapitalizzazioni. I Benetton sono impegnati a far shopping su autostrade ed aeroporti, Riva ha la gatta da pelare dell´Ilva. A mettere mano al portafoglio potrebbe essere così solo Air France. Che a quel punto però si porterebbe a casa il controllo di Alitalia con un investimento pari a un sesto di quello messo sul piatto nel 2008.

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