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Alitalia va ai tempi supplementari

Per la cessione di Alitalia resta il nodo del piano industriale e degli investimenti: la proposta di Lufthansa è giudicata ben al di sotto delle aspettative e quindi va migliorata. Nel frattempo si attende che dagli altri pretendenti si formalizzino le offerte per la procedura negoziata in corso: nella lettera recapitata da easyJet ai commissari è riportato nero su bianco anche l’interesse di Air France-Klm che chiede l’accesso ai numeri della data room, separatamente da Delta Air Lines – non si esclude che i due big dei cieli possano ricompattarsi intorno alla low cost britannica, se decideranno di presentare un’offerta – mentre resta in campo anche il fondo americano Cerberus.
Alla chiamata dell’advisor finanziario Rothschild che la scorsa settimana ha ricontattato la trentina di gruppi che lo scorso mese di giugno avevano risposto al bando, si è fatta avanti anche l’ungherese Wizz Air che chiede di accedere ai dati aziendali.
Questo il quadro emerso nell’incontro di ieri pomeriggio che si è svolto nella sede del Mise, alla presenza dei ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Graziano Delrio (Trasporti), con i commissari di Alitalia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal governo è arrivato l’input ai commissari perchè approfondiscano tutte le manifestazioni di interesse poi, una volta fornite le informazioni necessarie a tutti i pretendenti per formalizzare le offerte, va avviata una negoziazione in esclusiva. Il messaggio è quello di procedere «velocemente in presenza di un’offerta solida e credibile», come recita un comunicato congiunto Mise-Mit. Rimane dunque l’obiettivo di andare avanti in modo spedito, ma ieri nell’incontro non si è più fatto riferimento alla scadenza elettorale, come termine per chiudere. Alla luce delle nuove manifestazioni di interesse, si sono riaperti i giochi, i tempi sono destinati ad allungarsi e non si vuole essere precipitosi, anche perchè i conti dell’azienda sono in miglioramento.
I commissari hanno confermato che Alitalia nel primo trimestre presenterà ricavi in crescita rispetto al 2017 e che il prestito ponte da 900 milioni non è stato «sostanzialmente intaccato», aggiunge lo stesso comunicato. Nel quadro tracciato dai commissari, Alitalia chiuderà il 2017 con un incremento dei ricavi poco superiore all’1% – dopo tre anni negativi-, e questa tendenza verrà confermata in meglio nel primo trimestre 2018 che si prevede potrà chiudersi con ricavi in crescita ai livelli dell’incremento del settore, ovvero tra il 3-4%. Si tratta di un segnale importante, considerando che i ricavi sono da tempo un tallone d’Achille per la compagnia.
Tuttavia, come ha ricordato in più occasioni Gubitosi, i conti vanno meglio ma non bene; andranno bene quando Alitalia sarà in utile, mentre ancora continua a perdere, anche se il rosso è destinato a ridursi. Nell’audizione alla Camera a fine novembre i commissari avevano stimato «un miglioramento nell’ordine di 90-100 milioni» sul 2016, quando Alitalia perdeva all’incirca 500 milioni. Alitalia ha bisogno di un investitore, aveva spiegato Gubitosi: «Uno dei mali storici della compagnia è la sottocapitalizzazione in un settore altamente capital intensive».
Sono in corso frequenti contatti con i pretendenti; i team di Lufthansa – tramite il presidente di Air Dolomiti Jörg Eberharted – e quello di Alitalia si sentono continuamente, si rivedranno domani, mentre giovedì sarà la volta di Air France. Con Lufthansa – che prima che si affacciassero nuovi candidati sembrava avere le maggiori chances – il clima si è molto raffreddato, come è emerso nella lettera inviata dal Ceo, Carsten Spohr, al ministro Calenda: «Prima che Lufthansa compri Alitalia – si legge nella lettera – Alitalia deve essere ristrutturata da cima a fondo. Resta una considerevole mole di lavoro da fare prima che Lufthansa sia nella posizione per entrare». Ma anche dalla Francia si attende di conoscere i numeri di Alitalia, prima di prendere impegni vincolanti con un’offerta.

Giorgio Pogliotti

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