Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia va ai tempi supplementari. I nodi sono rotte, esuberi e quote

Salvare Alitalia, mettendo in sicurezza 2 mila dipendenti in esubero e trovando almeno 200 milioni di euro per non farla affogare prima di dicembre. Commissari e governo discutono di questioni delicatissime a sei giorni dal 15 ottobre, data ultima per presentare un progetto di rilancio per la compagnia in amministrazione straordinaria. Nulla sarebbe ancora stato deciso: Delta non ha sciolto i dubbi sulla percentuale di partecipazione in Alitalia 2020 e nemmeno sul ruolo della compagnia all’interno dell’alleanza per i voli verso il Nord America, Blue Skies. Intanto lo sciopero fissato per oggi da piloti e assistenti lascerà a terra oltre 200 voli.
Commissari ed esecutivo stanno pensando a come aggirare il paletto piantato per martedì prossimo, lasciando a Delta e Atlantia il tempo di mettere a punto i particolari sulla governance della nuova società e soprattutto il nodo della partecipazione di Alitalia all’alleanza, ma senza arrivare alla settima proroga. Ieri, i tre amministratori straordinari hanno incontrato allo Sviluppo Economico il ministro Patuanelli – mentre già lunedì il premier Conte ha visto i vertici di Atlantia – e almeno ufficialmente, nessuno avrebbe parlato della scadenza del 15 ottobre. La data finale – giurano – resterà quella, ma un escamotage è già pronto: si parla di “tempi supplementari” di almeno due settimane per la cordata.
Di richieste sul tavolo del governo ce ne sono anche altre. Come il nodo degli esuberi, poco più di 2 mila (ripartiti equamente tra uffici e attività di manutenzione e naviganti) per i quali bisognerà trovare ammortizzatori sociali. Altro tema caldo la liquidità. Alitalia è in riserva: a fine agosto c’erano 360 milioni (teorici) in cassa, 50 in meno rispetto a quelli presenti a luglio. Oggi quindi, ad essere ottimisti, all’appello dovrebbero mancarne altrettanti. E siamo a circa 300 milioni, una somma che non basta per sopravvivere fino a gennaio. Perché sul cammino della compagnia rinata sono programmati l’esame Antitrust e una laboriosa trafila burocratica per permettere il passaggio delle consegne tra la vecchia e la nuova Alitalia. Per il decollo serviranno almeno 60 giorni dalla firma. Lo schema su cui si sta giocando la trattativa è questo: Delta avrebbe concesso di crescere dal 10 al 12,5%, Ferrovie e Atlantia potrebbero “allargarsi” al massimo al 37,5% ciascuna, mentre il Mef avrebbe il ruolo di azionista pubblico di riferimento, ma con una quota del 12,5%. Ora la palla passa a Delta che sarebbe in procinto di inviare una controproposta con minime aperture sui voli transatlantici e flotta che non scenderebbe sotto i 100 aerei.

Lucio Cillis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

MILANO — Prima dell’apertura di Piazza Affari, stamattina, nel pieno del marasma scatenato dall...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In fase di controllo le Entrate solitamente contestano la sanzione per crediti inesistenti, nella mi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il dato di fatto è sotto gli occhi di tutti: se fino a pochi giorni fa l’epidemia di coronavirus ...

Oggi sulla stampa