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Alitalia, un piano da 400 milioni

Tra oggi e domani tornerà a riunirsi il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare l’aggiornamento del piano industriale e l’ingresso di due nuovi consiglieri, secondo indiscrezioni Francesco Ghizzoni e Gaetano Miccichè, al posto dei dimissionari Jean Pierre Mustier e Paolo Colombo. Il board era stato sospeso lunedì per chiedere ulteriori dettagli all’advisor finanziario Lazard. Prima di dare il via libera alle nuove strategie industriali, i soci hanno chiesto garanzie su come finanziare il futuro, visto che la compagnia area controllata al 49% da Etihad non solo non raggiungerà il pareggio di bilancio previsto nel 2017, ma chiuderà il 2016 in profondo rosso (si parla di oltre 400 milioni di perdita netta, dopo i 408 milioni registrati nel 2015). Da qui l’esigenza di ricapitalizzare la società. Davanti al rifiuto di sottoscrivere un aumento di capitale da parte delle banche azioniste, che detengono circa il 40% del vettore, un no ribadito anche ieri dal presidente di Intesa Gian Maria Gros-Pietro, questa è la soluzione escogitata. Etihad convertirà il prestito di 230 milioni di dollari (circa 220 milioni di euro) concesso ad Alitalia con le cosiddette operazioni Box1 e Box2 al momento del suo ingresso del capitale, con strumenti finanziari tali da non far superare al vettore di Abu Dhabi la soglia del 49%, superamento che toglierebbe ad Alitalia i diritti di compagnia europea. La ripatrimonializzazione permetterà ad Alitalia di attivare la quota residua, pari a 180 milioni di euro, delle linee di credito già aperte dalle banche creditrici attualmente congelate, che servirà a finanziare almeno le prime fasi del piano industriale. Una soluzione temporanea ma che consentirà ad Alitalia di continuare a volare. Nei prossimi mesi, infatti, la costruzione di un’offerta di lusso nel lungo raggio richiederà nuove risorse. Nel frattempo la compagnia dovrà tagliare i costi: prima di Natale l’azienda aprirà il tavolo sul rinnovo del contratto nazionale di piloti e assistenti di volo e sugli esuberi. Una serie di risparmi arriverà invece dalla revisione dei contratti con tutti i fornitori .

Giuliana Ferraino

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