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Alitalia, ultimo vertice governo-banche

«Potremo parlare con più calma quando verrò a Roma, penso tra un paio di settimane». L’amministratore delegato di Etihad Airways, James Hogan, non vuole rivelare dettagli sulla lettera di offerta che la compagnia di Abu Dhabi ha inviato ad Alitalia nella notte tra domenica e lunedì. Ma indica i tempi di un nuovo passaggio importante di una trattativa che sembra infinita.
A Doha, dove si svolge l’assemblea della Iata, Hogan è al centro dell’attenzione per questa vicenda. Assenti invece delegati di Alitalia, è la prima volta che accade in molti anni. Interpellato dal Sole 24 Ore su Alitalia, l’a.d. di Etihad sorride ma si limita a rispondere: «Buongiorno».
La conferma che la missiva è giunta a Roma è arrivata ieri da fonti del governo e della compagnia guidata dall’a.d., Gabriele Del Torchio.
È una lettera «molto lunga e articolata», ha riferito al Sole 24 Ore una fonte autorevole. La prima valutazione da parte italiana è positiva, non ci sono sorprese negative e si può andare avanti. Devono però essere affrontate alcune questioni legate al debito di Alitalia. Su questo occorre un nuovo confronto con le banche nei prossimi giorni, un chiarimento interno allo schieramento italiano su come distribuire il sacrificio.
Il governo, che segue la partita, è impegnato a trovare una soluzione prima che si riunisca il consiglio di amministrazione di Alitalia-Cai, venerdì 6 giugno, per decidere la risposta agli arabi. Nulla è scontato, anche se l’intenzione di Del Torchio è di procedere prima che sia esaminato in cda il bilancio 2013 di Alitalia, a metà giugno.
Etihad aveva chiesto la cancellazione di 560 milioni di debiti. Le banche hanno dato disponibilità a cancellare un terzo della somma, 180 milioni, mentre vorrebbero convertire in capitale di Alitalia-Cai gli altri due terzi. Etihad ha accettato questa impostazione.
Per far quadrare i conti occore però ancora un confronto tra le parti italiane, anche per la diversa posizione degli istituti di credito. Le due banche più esposte (Intesa e UniCredit) sono anche azioniste di Alitalia. Si deve trovare una soluzione ai malumori di banca Mps e soprattutto della Popolare di Sondrio, esposta con crediti per 90 milioni, una somma importante per le sue dimensioni.
L’altro punto delicato sono gli esuberi, da affrontare con i sindacati. Etihad ha chiesto che gli esuberi di Alitalia – stimati fra i 2.600 e i 3.000, su 13.500 dipendenti – escano definitivamente dalla compagnia.
Se si trova l’intesa, dopo la delibera del cda Alitalia potrà partire il negoziato finale con Etihad per scrivere il contratto, un lavoro che prenderà almeno un mese. A metà giugno Hogan potrebbe arrivare a Roma per lanciare lo sprint finale.
Poi l’accordo dovrà passare il vaglio dell’Antitrust. L’esame decisivo sarà a Bruxelles, dove la Commissione vaglierà anche se l’investimento azionario di Etihad in Alitalia, pur rispettando il limite formale di una quota di minoranza (circa il 49%), potrà essere considerato davvero minoritario e non invece un controllo di fatto, vietato dalle norme Ue.
Il progetto di accordo prevede un investimento azionario di Etihad fino a 560 milioni complessivi, in una nuova compagnia ripulita dai debiti. Per rispondere alla richiesta di Abu Dhabi di non avere a che fare con pendenze legali e rischi del passato, Alitalia ha proposto di costituire una nuova compagnia. Di questa “new company” il 51% del capitale lo avrà Alitalia-Cai (i cui soci sono tutti i taliani, tranne Air France-Klm che ha il 7% circa), che si svuoterà di tutte le attività di volo e operative, passate alla nuova società. La vecchia Alitalia-Cai sarà una finanziaria, una holding (“oldco” o “holdco”, secondo le definizioni), possiederà solo il 51% circa della “new company” e avrà quasi tutti i debiti finanziari non cancellati, circa 500 milioni. I soci attuali di Alitalia si impegneranno, se non ci fosse capitale sufficiente a coprire i costi del contenzioso passato, a versare ulteriori 200 milioni nella vecchia società. Etihad entrerebbe nella “new company” con un aumento di capitale che, considerando i tempi per le autorizzazioni di Bruxelles, non si farebbe prima di ottobre. Etihad conferma il graduale sviluppo di voli intercontinentali in linea con il piano Del Torchio, congelato per mancanza di soldi.
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