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Alitalia-Ue, slitta il vertice Il governo vuole tempo per convincere i sindacati

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’esito del vertice previsto nella serata di ieri (e poi saltato all’ultimo istante) tra Roma e Bruxelles sul dossier Alitalia.
L’intesa, che sembrava a portata di mano, con ogni probabilità avrebbe rischiato di scatenare la reazione dei dipendenti Alitalia, che da giorni manifestano contro l’ipotesi di ridimensionamento della compagnia e che anche domani si preparano a protestare sotto la sede romana della Commissione europea.
La lunga trattativa, avviata verso il rush finale, passa ora sotto la lente di Mario Draghi che vuole trovare rapidamente una soluzione. Il dossier nelle ultime ore è piombato sul tavolo del presidente del Consiglio, che ieri pomeriggio ha incontrato a Palazzo Chigi i ministri impegnati nella trattativa per fare il punto sulla vertenza e cercare una sintesi.
I termini del problema, dopo mesi di negoziati e un’accelerazione nelle ultime settimane, sono noti: oltre ai paletti di Bruxelles c’è la liquidità di Alitalia che è agli sgoccioli e l’urgenza di far decollare Ita, la nuova compagnia, al più presto per non perdere la stagione estiva. Ita, che fa capo al ministero dell’Economia, punta infatti a partire entro fine giugno per intercettare il traffico estivo che dalle ultime informazioni sulle prenotazioni, sembra ripartire a buon ritmo, specie per le destinazioni nazionali. Il nodo, però, resta sempre quello delle dimensioni della nuova linea aerea che dovrà decollare dimezzata rispetto a quella odierna. Ovvero 47 aerei invece dei 103 disponibili (ma non utilizzati) oggi dall’Alitalia in amministrazione straordinaria.
Nell’incontro di ieri, a cui hanno partecipato oltre al premier i ministri coinvolti nella partita (Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico, Enrico Giovannini a Infrastrutture e mobilità sostenibili, Daniele Franco all’Economia e Andrea Orlando al Lavoro), sarebbero risultate alcune posizioni diverse all’interno dell’esecutivo.
Si teme soprattutto che i sindacati possano respingere un accordo con l’Europa che diventerebbe così di fatto difficilmente applicabile. Ecco perché – in attesa di un chiarimento interno – ieri sera all’ultimo momento l’Italia ha chiesto di rinviare il vertice che avrebbe dovuto suggellare l’accordo a livello tecnico tra il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera e il suo omologo europeo alle dipendenze della Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager.
Vista dal fronte sindacale, qualunque soluzione che includa lo spezzatino della società e un taglio netto alla forza lavoro (almeno 8 mila persone in meno su 11 mila) appare come una sconfitta: le sigle manifestano ormai da giorni contro il ridimensionamento della compagnia di bandiera. Una visione probabilmente condivisa dal governo è che in ogni caso anche una mezza Alitalia sarebbe vista come un piccolo successo di questi tempi, visto che il piano industriale messo a punto nelle scorse settimane punta su una crescita costante dei voli e della flotta.
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