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Per Alitalia una trentina di «buste»

Sono una trentina le manifestazioni di interesse non vincolanti presentate per l’acquisto di Alitalia alla scadenza di ieri alle 18. Oggi il collegio commissariale procederà all’apertura delle buste e dovrebbe comunicare il numero ufficiale dei pretendenti. «È un buon inizio»: è il commento trapelato dal rapido vertice che si è riunito in serata tra il collegio commissariale – con Enrico Laghi e Stefano Paleari (Luigi Gubitosi era assente perchè negli Usa)-, i ministri Graziano Delrio (Trasporti) e Carlo Calenda (Sviluppo economico). Il risultato del primo step della gara – anche se le proposte non sono ancora vincolanti e la strada è ancora lunga-, è stato comunque accolto con sollievo da governo e commissari, considerando che fino a qualche settimana fa si paventava il rischio che nessuno si presentasse, a causa delle condizioni in cui versa la compagnia che dallo scorso 2 maggio è in amministrazione straordinaria.
Per tutta la giornata di ieri sono circolati diversi nomi di possibili acquirenti (mancano le conferme ufficiali dai commissari, poichè sono considerate informazioni riservate): Delta ha fatto sapere che «continua a monitorare i progressi di Alitalia da quando è entrata nel processo di amministrazione straordinaria». Sono tornati alla ribalta i nomi dei big del settore, dalle cinesi Hainan Airlines e Air China, ad Air France a British Airways a Turkish Airlines. Non è sempre facile risalire ai nomi internazionali che in alcuni casi si celano dietro gli studi legali che hanno presentato la manifestazione di interesse. Ieri è rispuntato anche il nome di Etihad Airways che ha dichiarato di essere «aperta ad esplorare tutte le opzioni per mantenere e potenzialmente rafforzare i legami» con Alitalia. Lufthansa sembrerebbe, invece, volersi sfilare visto che ha fatto sapere: «La nostra posizione su Alitalia non è cambiata», dopo aver smentito nei giorni scorsi un possibile interessamento. Circolano anche i nomi di private equity come Tpg, Cerberus, Indigo Partners.
L’avviso pubblicato lo scorso 17 maggio prevede tre opzioni: la ristrutturazione della compagnia, la vendita in blocco o la vendita dei beni e contratti (il cosiddetto “spezzatino”). Commissari e governo propendono per le prime due soluzioni. A breve sarà aperta la data room per 4/6 settimane, ma non conterrà informazioni sensibili, per non avvantaggiare i competitor di Alitalia. Questo perché trattandosi ancora della prima fase della gara, con manifestazioni senza alcun vincolo, è possibile che anche dei concorrenti di Alitalia non seriamente interessati si siano fatti avanti, per impossessarsi di informazioni riservate. Ai soggetti che saranno ammessi sarà consentito, nel corso della procedura di gara, costituire o modificare cordate – anche unendosi a gruppi che non abbiano manifestato interesse.
Il passaggio successivo prevede che i commissari straordinari invieranno la Lettera di procedura ai soggetti in possesso dei requisiti e della competenza richiesta, con i termini, le modalità ed i contenuti delle proposte da presentare tra luglio e agosto, ancora di carattere non vincolante. Nel frattempo, entro luglio, sarà elaborato il nuovo piano industriale. Tra settembre e ottobre è prevista la conclusione della procedura, con l’invio delle offerte vincolanti.

Giorgio Pogliotti

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