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Alitalia, trattative sulla governance Da Fs il presidente, caccia all’ad

Ci sono anche le nomine dei vertici e il governo societario della futura «Nuova Alitalia» sul tavolo del confronto tra Ferrovie dello Stato e Atlantia che è partito ieri. Un punto chiave insieme alla discussione del piano industriale che, secondo i manager della società del gruppo Benetton, deve «cambiare profondamente» rispetto a quello preparato da Fs e Delta.

Nel confronto sono in prima linea i capiazienda, Gianfranco Battisti e Giovanni Castellucci, che hanno contatti ininterrotti dalla fine di marzo, da ben prima che Atlantia uscisse allo scoperto l’11 luglio con la dichiarazione ufficiale d’interesse del cda. Nell’incontro di ieri non c’era Delta. Ma presto anche un rappresentante della compagnia di Atlanta (quasi un omonimo di Atlantia) si unirà ai gruppi di lavoro. Larga parte delle scelte sulla rete, le rotte, la flotta nel piano di Fs e Delta sono state indicate dal top management di Delta.

Per Atlantia il piano è troppo a favore di Delta e di Air France-Klm (di cui Delta ha il 9%, per un valore di 408 milioni di dollari nel bilancio 2018, quasi il quadruplo dei 100 milioni di euro che Delta dovrebbe iniettare nella Nuova Alitalia). I manager di Atlantia dovranno discutere anche con Delta le richieste di avere più voli verso NordAmerica e Asia per sviluppare i ricavi. Altro tema sarà il miglioramento dell’efficienza dell’handling di Fiumicino, Atlantia vorrebbe più tagli. Alcune fonti dicono che parte dell’handling potrebbe essere trasferito ad Aeroporti di Roma, controllata da Atlantia.

Il punto chiave sarà la scelta dell’amministratore delegato che dovrà guidare la futura compagnia. Una scelta da fare rapidamente, perché il futuro a.d. dovrà partecipare anche alla messa a punto del piano industriale e alla presentazione, che dovrà avvenire entro il 15 settembre, insieme all’offerta definitiva per l’acquisto di Alitalia. L’identikit è tracciato. L’a.d. dovrà essere competente, serio, dal profilo inappuntabile, si pensa a un manager italiano. Una procedura di selezione è stata affidata alla società di cacciatori di teste Egon Zehnder, che spesso lavora con il ministero dell’Economia.Dovrebbe essere individuata una rosa di tre nomi tra i quali l’a.d. di Fs, Battisti, sceglierà il candidato da proporre agli altri partner per la condivisione. Un elenco informale circola da alcuni giorni. Tra gli altri sono stati fatti i nomi di Fabio Lazzerini, direttore commerciale di Alitalia, Stefano Paleari, commissario di Alitalia, Ugo de Carolis, a.d. di Aeroporti di Roma, Roberto Scaramella, partner di Oliver Wyman che ha competenze in aviazione, sta seguendo il lavoro di Fs come advisor industriale, ex a.d. di Meridiana.

Fonti autorevoli precisano che Egon Zehnder non ha definito liste di potenziali candidati. Ma c’è già fermento su questo dossier. Le Fs esprimeranno direttamente anche il presidente della Nuova Alitalia. Una figura che avrà anche un ruolo nelle relazioni istituzionali.

Nel piano le Fs prevedono un potenziamento dei treni ad Alta velocità diretti all’aeroporto di Fiumicino (da 6 a 18 al giorno) per sostituire voli brevi (soppressi da Napoli, Firenze e Pisa, forte riduzione da Linate a Roma). Prevista una nuova stazione a Fiumicino, con aumento dei binari da 2 a 5. Delta ha apprezzato il piano di integrazione tra le tratte ferroviarie e i voli. Secondo fonti autorevoli, le Fs dovrebbero avere un po’ più del 35% del capitale della Newco, il Mef circa il 15%, così i soci pubblici avranno almeno il 51%, ma potrebbero arrivare al 53-55 per cento. Atlantia avrebbe circa il 35%, Delta tra il 10 e il 15 per cento.Ieri è stato fatto un calendario di incontri serrato. Le squadre lavoreranno anche in agosto.

Battisti, che ha ottenuto il risultato, non scontato, di compattare una compagine robusta con pochi soggetti, mettendo al tavolo con Fs e Mef una delle maggiori compagnie mondiali e uno dei gruppi più forti nelle infrastrutture a livello internazionale, sottolinea che «è stata raggiunta una soluzione industriale e di mercato», pur consapevole che c’è ancora un passaggio delicato da fare per chiudere l’operazione.

Gianni Dragoni

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