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Alitalia, trattativa in salita L’offerta Ita scade il 31 agosto

Entro il 31 agosto, i commissari di Alitalia dovranno pronunciarsi sull’offerta vincolante di Ita per il ramo aviation. La scadenza della proposta precede la pubblicazione della decisione finale di Bruxelles, attesa entro il 5 settembre, che farà partire un’altra clessidra: l’amministrazione straordinaria avrà infatti 7 giorni di tempo dal verdetto Ue per bandire la gara sul marchio alla quale parteciperà anche la newco guidata da Alfredo Altavilla e Fabio Lazzerini, il cui avvio, fissato per il 15 ottobre, procede a tappe forzate per rispettare l’iter concordato con l’Europa.

Così ieri Ita ha ribadito ai sindacati il sentiero stretto fissato nel piano industriale approvato dalla Ue, su cui non sono mancati i rilievi della controparte, ma rispetto al quale i margini di manovra sono ridotti. Il lungo confronto è servito soprattutto al top management per illustrare la proposta di un nuovo contratto di lavoro che prevede, per la parte economica, un sacrificio significativo per il personale navigante, ma comunque inferiore rispetto ai tagli imposti ai dipendenti sia dalle compagnie full service che dalle low cost per fronteggiare la crisi pandemica secondo le comparazioni prodotte dai vertici della newco sulle riduzioni del costo del lavoro oltreconfine tra 2019 e 2021. La sforbiciata sulle retribuzioni sarebbe compensata da un premio di risultato legato alla performance dell’azienda e alla soddisfazione dei clienti: due condizioni che, se non esaudite, non farebbero scattare l’assegnazione per tutta la platea interessata.

La combinazione, però, ha spiazzato i sindacati perché totalmente nuova per il comparto aereo. E più di qualche rilievo da parte delle sigle si è registrato anche sull’impianto contrattuale: nel corso della riunione, il presidente esecutivo di Ita Altavilla ha infatti annunciato l’uscita da Assaereo. La mossa è stata stigmatizzata dai confederali. Temono riverberi negativi per il futuro personale di Ita, ma hanno incassato le rassicurazioni della società, intenzionata però a procedere celermente per raggiungere un’intesa in vista del debutto. Nessuna volontà, è stato precisato, di applicare condizioni penalizzanti – tanto che al prossimo incontro sarà invitata anche l’associazione datoriale -, ma è chiaro che la compagnia punta a strutturare un contratto più competitivo di quello attuale.

Quanto alle due gare per l’handling e la manutenzione, Ita valuterà la partecipazione ma prima, come da richieste Ue, dovrà individuare un partner e costituire, su entrambi i fronti, una newco per entrare nella corsa. Sui tempi, però, nessuna certezza: il boccino è nelle mani dei commissari di Alitalia, ma difficilmente si chiuderà prima dell’avvio di Ita. Che, intanto, procede con i colloqui per individuare i potenziali alleati e, al 15 ottobre, stipulerebbe dunque un contratto di servizio con la vecchia Az per le due attività in attesa delle gare. Rispetto alle quali, però, è la linea dettata ieri, la società «non farà follie» per aggiudicarsele.

Altro capitolo, poi, quello degli slot: Ita dovrà volare su tutti quelli negoziati con l’Europa perché alla newco non si applica la moratoria sul non utilizzo messa in campo nel pieno dell’emergenza pandemica per far rifiatare le compagnie aeree. Ergo: i 52 aerei della società dovranno volare sempre, anche nei periodi di basso afflusso, pur di conservare gli slot. Con una perdita stimata di 190 milioni, giudicata però il male minore rispetto all’alternativa di far slittare il decollo di Ita con il rischio di far fallire la vecchia Alitalia.

Dal canto loro, i sindacati hanno confermato lo sciopero del 24 settembre e chiedono, ha detto ieri il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Cuscito, presente all’incontro con le altre sigle (Fit-Cisl, Uilt, Ugl Trasporto Aereo e Usb) «l’intervento del governo perché servono risposte che Ita non può dare da sola». E «massima tutela per i lavoratori» hanno chiesto anche Anpac, Anpav e Anp, ribadendo poi il messaggio nel confronto pomeridiano con i commmissari. Dove tutti hanno concordato sulla necessità di ammortizzatori sociali per i dipendenti non interessati subito dall’assunzione.

Ma quest’ultima partita chiama in causa il governo intervenuto ieri, dal meeting di Rimini, con il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti: «La situazione di Alitalia è molto complessa, faremo tutto il possibile per limitare i danni», ha spiegato l’esponente della Lega che ha poi auspicato «forme di collaborazione con altre grandi compagnie straniere» e «possibili sinergie con Fs».

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