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Alitalia, trattativa in extremis

Il primo risultato della mediazione del governo nella vertenza Alitalia è la convocazione, oggi alle 16.30, dei sindacati di categoria con Assaereo, l’associazione affiliata a Confindustria, per discutere del contratto di lavoro scaduto a fine dicembre. La decisione è stata presa dopo l’incontro, ieri mattina, tra il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda e la viceministro Teresa Bellanova con l’amministratore delegato della compagnia aerea, Cramer Ball. L’obiettivo non è solo quello di scongiurare in extremis lo sciopero proclamato per domani, che ha costretto Alitalia a cancellare il 60% dei voli (l’azienda ha già «riprotetto» il 90% dei passeggeri), ma anche di trovare un’intesa sul contratto per evitare che la situazione diventi «ingovernabile», come hanno paventato i sindacati nel confronto di lunedì scorso con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, e lo stesso Calenda.

Il ministro dello Sviluppo avrebbe chiesto a Ball di ritirare la decisione annunciata ai sindacati di applicare in maniera unilaterale, dall’inizio di marzo, un regolamento interno invece del contratto nazionale collettivo. Appello accolto. «La Compagnia ha già rinnovato l’invito ai sindacati affinché riprendano il confronto con l’azienda, per stabilire innanzitutto le tappe urgenti e necessarie al fine di agevolare un’intesa», sottolinea una nota aziendale diffusa al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico. Dove si legge, inoltre, che «Alitalia continua a ritenere che un accordo con le sigle sindacali sia la strada più auspicabile per il rilancio della Compagnia. Ferma restando la necessità di rinnovare il proprio modello di business, aumentando i ricavi e riducendo i costi, per rendere Alitalia competitiva ed economicamente sostenibile sul mercato».

Ma è proprio il piano per rinnovare il modello di business che continua a mancare. Lo aspettano i sindacati e lo aspetta anche il governo, che fino ad allora non vuole sentire parlare di tagli di personale (fino a 2 mila esuberi, secondo indiscrezioni). L’advisor Roland Berger, scelto dai soci per «correggere» la strategia messa a punto con l’aiuto di Bain e giudicata evidentemente inadeguata per il rilancio della compagnia, è ancora al lavoro. Ma il progetto dovrebbe arrivare sul tavolo dell’esecutivo entro la prima settimana di marzo. Si tratta di un mese cruciale, perché scadono i 60 giorni concessi ad Alitalia dalle banche per avviare una radicale riduzione di costi, che Cramer Ball ha quantificato in 160 milioni, escluso il costo del lavoro, nel 2017. A quel punto serviranno nuove risorse per finanziare lo sviluppo, che si focalizzerà soprattutto sul lungo raggio.

Giuliana Ferraino

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