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Alitalia, Toto in campo insieme a Delta, Fs e Tesoro Cordata per il salvataggio

La famiglia Toto entra in pole position nella volata finale per il salvataggio di Alitalia.
Entro il 15 luglio Fs, Tesoro e Delta devono completare l’elenco dei soci per mandare in porto l’operazione. E il vettore Usa, rimasto finora alla finestra, sembra aver rotto gli indugi e avrebbe chiesto secondo indiscrezioni attendibili un incontro per questa settimana ai vertici del gruppo abruzzese. La scelta degli americani ha ragioni semplici: i tempi sono stretti, gli advisor sono ancora in attesa delle garanzie finanziarie promesse da Lotito mentre il vettore a stelle e strisce non avrebbe alcuna intenzione di aprire trattative con German Efromovich, primo socio dell’aerolinea colombiana Avianca, reduce da un durissimo scontro (perso) con United Airlines.
Allo stato in effetti quella dei Toto è l’offerta più concreta sul tavolo: la holding di famiglia ha messo sul piatto 250 milioni appena incassati con la cessione di un campo eolico negli Usa («dove ci riconoscono una grande affidabilità », dicono dal gruppo) e potrebbe arricchire la propria dotazione sia con una nuova tranche di pagamento già stabilita, sia vendendo altri parchi eolici nel Nord America. Delta avrebbe deciso di privilegiare il tavolo con i Toto anche grazie alla loro esperienza in Air One. Nel 2008, tra l’altro, l’azienda teatina era già scesa in campo a fianco di un gruppo di partner internazionali per rilevare Alitalia, cui poi ha girato Air One garantendo allora all’ex compagnia di bandiera un pacchetto di aerei (e di opzioni per il loro acquisto) che ha sostenuto i primi passi della cordata dei “capitani coraggiosi”. E oggi — dicono dal quartier generale — «saremmo il primo gruppo a investire in Italia gli utili fatti all’estero ».
La mossa di Delta sembra aprire la strada alla presentazione effettiva di un’offerta nelle prossime due settimane. La struttura dell’operazione rimarrebbe quella già concordata tra i soci della prima ora: Fs e Tesoro garantirebbe una quota importante di controllo pubblico, gli americani potrebbero mettere fino a 150 milioni e il resto arriverebbe dai Toto o da chiunque sarà scelto come quarto azionista. Il governo tra l’altro, dopo l’esperienza negativa di Mercatone Uno, sembra deciso a procedere con i piedi di piombo con l’intenzione di dare il via all’operazione solo in presenza di un acquirente con le spalle abbastanza larghe e a prova di cattive sorprese.

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