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Alitalia, torna lo Stato azionista Fs trattano con Delta ed easyJet

Lo Stato è pronto a rientrare in Alitalia. E le Fs hanno scelto i partner industriali con cui provare a salvare la compagnia tricolore: saranno gli americani di Delta e la low cost britannica easyJet. La svolta si è consumata ieri dopo un vertice a Palazzo Chigi e la riunione del cda delle Ferrovie.
Ferrovie dello Stato avvierà la trattativa in esclusiva per Alitalia con Delta e easyJet, che saranno presenti nella nuova società con, probabilmente, il 40%. Fuori dai giochi, invece, Air France- Klm mentre Lufthansa resta alla finestra. La quota di partecipazione del ministero dell’Economia dovrebbe aggirarsi intorno al 18% del capitale.
Al termine della riunione tra il premier Giuseppe Conte, il vice premier Luigi Di Maio e il ministro Giovanni Tria, il governo ha dato il via libera alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il ministero dell’Economia, «a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea».
Lo Stato dunque sarà presente nella newco con una sorta di golden share – si ipotizza fino al 18% del capitale – con Fs nella veste di braccio operativo coadiuvato dai due partner industriali.
Ma i tempi sono strettissimi. Le prime avvisaglie di una riduzione delle attività della compagnia in amministrazione straordinaria e con la cassa in via di esaurimento, sono giunte nelle ultime ore con il taglio di circa 700 voli al mese da marzo, notificato all’Enac e ai piloti. Si tratta di una limatura solo in apparenza di poco conto sul totale delle migliaia di movimenti mensili: in realtà rappresenta un modo pratico di tagliare i costi, un’avvisaglia di ciò che potrebbe accadere se la soluzione al rebus del partner industriale dovesse tardare. « Normale efficientamento » , spiega la compagnia.
Un’azione necessaria visto che il piano di Delta-easyJet, al momento, non è ancora stato messo a punto nei dettagli e ci vorranno settimane per trovare gli incastri giusti tra la necessità del vettore statunitense di rafforzare i voli sul Nord America con Alitalia, e la riduzione di rotte di breve e medio raggio che dalla compagnia italiana passeranno sotto il controllo del gruppo britannico. In questo incastro dovranno inserirsi i treni delle Ferrovie impegnati sull’alta velocità ferroviaria.
Delta, intanto, sta preparando un potenziamento dei voli dall’Italia al Nord America concedendo qualche collegamento in più che porterebbe nelle casse esauste di Alitalia ricavi preziosi.
Ma se Delta e easyJet non dovessero partorire un piano coerente con le politiche del governo allora la trattativa potrebbe improvvisamente spegnersi e riaprirsi, magari con il terzo incomodo Lufthansa. In ogni caso Alitalia ha poche chance di ripresa senza un taglio delle attività in perdita: le indiscrezioni parlano di un bilancio 2018 in negativo per mezzo miliardo di euro. E secondo tutti possibili partner, da Delta a Lufthansa, servono almeno 2.500 esuberi e un ridimensionamento della flotta a 70 aerei dai 120 attuali. E su questo punto i sindacati hanno acceso i riflettori e sono pronti a dare battaglia. Ieri il neo leader della Cgil Maurizio Landini ha detto che « non si può più aspettare » . « Bisogna fare presto – ha aggiunto – e prendere una decisione per salvaguardare l’occupazione e dare futuro all’azienda». Mentre per l’associazione dei piloti Anp « il quadro nebuloso di queste ore desta molta preoccupazione » . Se ne saprà di più oggi, al termine dell’incontro tra Di Maio e le sigle sindacali.

Lucio Cillis

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