Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia, tempi stretti sul salvataggio

I “Capitani coraggiosi” di Alitalia-Cai devono tirare fuori dalle loro tasche 38,5 milioni di euro entro cinque giorni se vogliono che il piano di salvataggio della compagnia vada in porto. Le residue speranze che potesse arrivare un cavaliere bianco dal Medio Oriente sono state spazzate via ieri dalle parole di una dirigente di Qatar Airways, Morena Bronzetti, direttore per l’Italia, Svizzera e Malta. Vi interessa Alitalia? «Se la domanda vuol dire “Vi interessa comprare Alitalia?” la risposta è: no!», ha puntualizzato in un incontro con la stampa.
La ricca compagnia del Qatar è tra quelle sondate dal governo Letta per dare una mano ai soci guidati da Roberto Colaninno sul piano di salvataggio di Alitalia. Doha aveva già rigettato l’estate scorsa gli inviti di emissari dei soci privati di Alitalia a sottoscrivere un aumento di capitale per 500 milioni. «Con Alitalia cooperiamo già per l’alimentazione di traffico su Roma Fiumicino», ha spiegato Bronzetti. «Abbiamo un accordo “Spa”, cioè “Special pro rate agreement”. C’è da molti anni … era stato interrotto ed è ripreso nel 2010. Alitalia ci dà un certo numero di biglietti sui suoi voli, in prevalenza domestici e da Fiumicino, che noi possiamo vendere sulla nostra rete, per esempio il volo Catania-Doha, con la tratta Roma-Catania fatta da Alitalia e da Roma a Doha con Qatar».
Qatar fa cinque frequenze al giorno in tre aeroporti italiani (Fiumicino, Malpensa, Venezia). «Vogliamo aumentare le destinazioni, i voli, le frequenze. Il traffico con l’Italia è in crescita», dice Bronzetti, senza fornire cifre. Tra le possibili nuove destinazioni ci sarebbero Bologna e Pisa. Qatar inoltre vola due volte la settimana da Malpensa a Chicago con un aereo tutto merci, con autorizzazione provvisoria dell’Enac in base alla “quinta libertà”.
Neanche Aeroflot ha interesse a partecipare alla ricapitalizzazione di Alitalia, l’ha escluso l’altro ieri il direttore finanziario della compagnia russa.
Il 10 dicembre scade il termine per i soci che hanno sottoscritto la prima parte dell’aumento per acquisire azioni attraverso l’inoptato. I soci hanno versato 86,5 milioni e devono arrivare almeno a 125 milioni perché le Poste, che hanno fissato condizioni per volontà del ministero dell’Economia, mettano la loro quota di 75 milioni; l’altra condizione è che siano stati versati anche gli ulteriori 100 milioni spettanti alle banche garanti dell’inoptato, Intesa Sanpaolo e Unicredit, che hanno anticipato 86,5 milioni. La ricapitalizzazione è di 300 milioni.
Entro lunedì i soci italiani devo quindi versare almeno i 38,5 milioni mancanti a quota 125. Circa 8,5 milioni dovrebbe versarli la Immsi di Colaninno, che ha già versato 13 milioni, a quel punto mancherebbero 30 milioni: il nome più probabile è quello di Intesa, ma i fari sono puntati anche su Atlantia (Benetton).
Queste discussioni si svolgono mentre un altro colpo al vulnerabile presidio di Alitalia viene inferto da Ryanair, che dal 18 dicembre volerà da Fiumicino con sei Boeing 737. L’ad, Michael O’Leary, è tornato a parlare ieri da Fiumicino della sua proposta-provocazione di collaborazione con Alitalia, che stavolta ha lasciato cadere le sue parole, già respinte. «Non ci sono stati contatti diretti con Alitalia dopo la nostra offerta del 26 ottobre: ma l’offerta di collaborazione rimane aperta, anche se, in questa fase, non siamo interessati a partecipare alla ricapitalizzazione della compagnia», ha detto O’Leary.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa