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Alitalia, stop agli aiuti

Rimane prioritario l’obiettivo del governo di non usare i soldi dei contribuenti per l’ennesimo salvataggio di Alitalia in amministrazione straordinaria. Tuttavia non sarà questo esecutivo a mettere la parola fine alla vendita della compagnia, malgrado le offerte ricevute da Lufthansa, Air France-Klm, easyJet e Delta.

A prendere posizione è il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, che su Twitter ha scritto: «Avrei già chiuso, ma i pretendenti hanno frenato a causa delle elezioni». La cosa certa, ha precisato Calenda, è che Alitalia per ora non ha toccato il prestito dello Stato, tranne la garanzia Iata. Il ministro si è detto «contrario a qualunque progetto Fenice 2», dopo le indiscrezioni sul possibile intervento della Cassa depositi e prestiti nel salvataggio del vettore.

Sulla gara per la vendita di Alitalia è intervenuto anche il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, elogiando il lavoro dei commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari: «Stanno facendo veramente bene. Stanno dimostrando che Alitalia è un vettore aereo che ha la fiducia dei passeggeri, ha un grande mercato ed è in grado di funzionare anche nelle attuali condizioni di orizzonte temporale ristretto. Nei negoziati con i pretendenti questo è un elemento che può essere fatto valere».

Il voto del 4 marzo si avvicina, ma soltanto dopo la consultazione elettorale il dossier potrà entrare nel vivo. All’orizzonte, per ora, non è spuntato un compratore che abbia presentato un’offerta giudicata accettabile. Quella di Lufthansa è considerata la più concreta ma anche la più rigida. I tedeschi chiedono al governo di fare un lavoro lacrime e sangue prima di prendersi in carico una fetta dell’attività di volo: ci sarebbero almeno 4 mila esuberi. Air France-Klm avrebbe interesse soprattutto al traffico intercontinentale, easyJet a parte del corto-medio raggio. Nella prossima fase verrà dato a ogni pretendente un termine per presentare la migliore offerta.

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