Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia in stallo, apertura su Atlantia Tre giorni per decidere sulla proroga

Non ci sono offerte di acquisto per Alitalia, il grande malato dei cieli. Né ce ne potranno essere entro il termine che scade sabato 15 giugno. Sul tavolo del governo c’è l’ipotesi di un rinvio della scadenza che potrebbe essere di un mese, fino a metà luglio, anche se le decisioni non sono ancora state prese.

La cordata guidata da Ferrovie dello Stato, l’unica che ha presentato un’offerta vincolante fin dal 31 ottobre 2018 che però deve essere completata con un quarto socio ad oggi mancante, malgrado i contatti ben avviati con il gruppo Benetton-Atlantia, è ferma al 60% di adesioni, rispetto a un capitale totale previsto di 850-900 milioni per costituire la «Newco Nuova Alitalia». Questa è la società che dovrebbe rilevare le attività della compagnia nel piano di salvataggio. Se ne è preso atto ieri pomeriggio nell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, coordinato dal capo di gabinetto Vito Cozzoli, con i tre commissari di Alitalia e l’ad di Fs, Gianfranco Battisti.

«Nessuno ha parlato di proroga», ha tagliato corto il commissario Daniele Discepolo all’uscita, che era già contrario a rinviare la scadenza precedente del 30 aprile. «È stato un incontro solo tecnico», ha aggiunto un altro commissario, Stefano Paleari. Battisti ha informato sui contatti per la cordata Fs, a oggi incompleta.

Offerte per Alitalia non ce ne sono. Una situazione ben diversa da quella che ieri mattina aveva cercato di descrivere il ministro Luigi Di Maio, con un ottimismo ingiustificato, come quando nell’ottobre 2018 affermava che stavano arrivando le offerte e c’erano molti interessati: «Ci sono buone notizie in dirittura di arrivo, questa sarà una settimana cruciale in cui bisognerà fare delle scelte importanti». La questione Alitalia «si chiude nelle prossime ore» ha confermato in serata l’altro vicepremier Matteo Salvini: «Si sta cercando un terzo partner, sento parlare di Atlantia, penso che sia un partner naturale» ha detto a “Porta a Porta”. Nell’incontro di ieri, il Mise – di fronte alla conferma da parte di Battisti che l’interesse è della sola Atlantia – avrebbe auspicato che il via libera in questo caso arrivi dal Governo. Se ne potrebbe parlare già oggi a Palazzo Chigi in un consiglio dei ministri già convocato per altri motivi.

La prossima mossa spetta ai commissari. Devono fare una proposta al Mise entro il 15 giugno. L’ipotesi del rinvio, sarebbe il quarto, appare come l’unica alternativa alla messa in liquidazione di Alitalia, anche se non garantisce che una soluzione ci sarà. L’altro gruppo che ha espresso interesse, Lufthansa, non ha mai presentato un’offerta e ha chiarito che vuole la maggioranza della nuova società e non vuole lo Stato tra i soci.

Lo Stato invece sarebbe presente con il 15% nella cordata guidata da Fs. La società di Battisti avrebbe il 30%, poi ci sarebbe Delta con il 15%. Le adesioni sono ferme al 60% da due mesi, perché non si è sbloccata l’impasse politica che finora ha impedito un accordo con Benetton-Atlantia.

Atlantia ha un interesse all’operazione perché Alitalia è il principale cliente della controllata Aeroporti di Roma a Fiumicino, ma chiede una «normalizzazione» dei rapporti con il governo sulle autostrade, minacciate da una richiesta di revoca della concessione dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova (43 morti).

La proroga del termine precedente (30 aprile) a dopo le elezioni non è bastata a favorire un avvicinamento tra i Cinque stelle e la società dei Benetton. Con la Lega i rapporti di Atlantia sono migliori, ma il dossier Alitalia è nell’area dei ministri del M5S. Sullo sfondo c’è l’ipotesi di una mediazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, già intervenuto prima che le Fs facessero l’offerta iniziale con un’attestazione di «apprezzamento». Altre candidature più recenti non appaiono percorribili. Riccardo Toto ha presentato una manifestazione d’interesse, ma non viene giudicato adeguato dal partner di Fs, Delta.

Trapela una forte preoccupazione dei commissari per la situazione di Alitalia. La cassa si sta consumando e, malgrado venga indicata a 460 milioni a fine maggio, è per circa 350 milioni composta dagli anticipi sui biglietti dell’estate. Passata l’estate, se non si fosse trovata una soluzione la situazione potrebbe essere compromessa.

Gianni Dragoni

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Via libera agli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche: ieri, il ministro dell’Econo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quaranta giorni per salvare Alitalia prima che si esauriscano le risorse residue del prestito ponte ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La crisi di governo fa subito vacillare il precario equilibrio della finanza pubblica italiana e apr...

Oggi sulla stampa