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Alitalia, stagione estiva in bilico: «L’obiettivo è decollare a luglio»

«Non siamo ancora una compagnia aerea. L’obiettivo è far decollare Ita il primo luglio». Mentre gli 11mila dipendenti di Alitalia ieri non hanno ricevuto lo stipendio, per il secondo mese consecutivo in ritardo perché la compagnia commissariata non ha soldi, i vertici della nuova società pubblica hanno discettato alla Camera dei programmi di quella che dovrebbe essere la Newco, erede delle attività di Alitalia.

Davanti alle commissioni riunite Trasporti e Attività produttive l’ad, Fabio Lazzerini ha riconosciuto che i tempi sono lunghi, a causa dell’incertezza del negoziato con l’Ue che contesta diversi punti chiave del piano industriale. «È necessario un lasso di tempo dai 60 ai 90 giorni dal momento in cui ci sarà la luce verde», ha premesso il presidente, Francesco Caio. «Ita doveva partire il primo aprile. Il 27 aprile siamo qui a parlarne», ha osservato Lazzerini.

Lo slittamento del decollo di Ita rischia di far perdere al vettore italiano la stagione estiva, con il traffico al massimo. I biglietti si vendono in anticipo. Ora però pochi comprano biglietti di Alitalia che rischia il collasso, mentre Ita non li può vendere. I concorrenti, soprattutto low cost, hanno messo in campo piani di crescita robusti. «Ryanair – ha detto Lazzerini – ha annunciato il più grande network da quando opera in Italia, 100 rotte, +65% rispetto all’estate scorsa. easyJet ha messo piede a Linate per volare a Palermo e Catania. Volotea ha annunciato una base estiva a Olbia con 15 rotte ed è a Linate, con voli per Catania, Lampedusa, Pantelleria».

Il vettore nazionale è assente. «Ita è ferma, Alitalia è nella situazione che conoscete. Il tempo per intercettare la domanda estiva ce l’abbiamo ancora. È chiaro che bisogna partire presto», ha osservato Lazzerini. Tutto dipende dall’esito dello scontro di Ita e del governo con Bruxelles.

«Il nostro schema di piano non è cambiato. Potrà cambiare qualche aereo, qualche rotta. Dovranno continuare ad esserci la parte aviation, la parte manutenzione, l’handling. Poi si potrà parlare di partecipazioni di maggioranza o minoranza», ha detto Lazzerini. Ma la Ue vuole lo spezzatino e il taglio degli slot di Linate. Lazzerini ha detto che nel confronto con la Ue «sono state date 236 risposte a domande e sviluppati 14 scenari».

«Non stiamo ipotizzando un’azienda mini né micro», hanno detto Caio e Lazzerini per replicare alle critiche di eccessivo ridimensionamento di Alitalia nel loro piano. «Abbiamo disegnato un’azienda che parte in linea con la dimensione del mercato». Nell’ultima versione il piano prevede al decollo 47 aerei passeggeri, di cui solo sei per il lungo raggio. «Alitalia in aprile ha volato con 37 aerei su 90 disponibili, non stiamo parlando di una flotta da confrontare con 104 aerei ma con 90 disponibili», ha detto Lazzerini, per minimizzare i tagli.

Ita ha proseguito gli incontri per la scelta della «partnership che è fondamentale, non solo europea ma transatlantica», ha spiegato Lazzerini. «Abbiamo già fatto sette incontri con Lufthansa da una parte e il gruppo Delta-Air France-Klm-Virgin dall’altra. Per la fine di giugno avremo concluso la negoziazione nel migliore dei modi. Poi dovremo scegliere quali dei due gruppi si sposa meglio».

Lazzerini e Caio avevano inviato una manifestazione d’interesse il 28 gennaio al commissario Giuseppe Leogrande. Ita ha fatto trapelare che i vertici hanno mandato una nuova mail ai tre commissari di Alitalia, il 26 aprile, in cui chiedono di acquisire subito la parte «aviation», con un anticipo e saldo a 12 mesi, e di stipulare contratti di fornitura per manutenzione e handling. Non hanno detto quanti dipendenti prenderebbero, si rischiano 7.500 esuberi. I sindacati, da Fnta (naviganti) ai confederali sollecitano il governo a erogare i fondi dei ristori Covid ad Alitalia per gli stipendi. Oggi Cub, Acc, Usb e Navaid organizzano una manifestazione a Roma in piazza San Silvestro contro la micro-Alitalia.

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