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Alitalia, sospesa dal Tribunale la cessione dei voli da Linate

ROMA — Il Consiglio di Stato sospende la cessione di slot a Linate da parte di Alitalia e gela le attese di easyJet, almeno fino all’udienza fissata per il 22 gennaio. Alla compagnia inglese, infatti, dopo la sentenza del Tar del 17 ottobre, erano stati assegnate dall’Antitrust sette bande orarie tolte alla ex compagnia di bandiera sulla tratta Milano-Roma. Alitalia, che contesta le tesi dell’Antitrust e l’accusa di mantenere una posizione dominante nei collegamenti tra Linate e la Capitale, vista anche la concorrenza spietata dell’alta velocità ferroviaria, spera nel prossimo giudizio.
La sesta sezione del Consiglio di Stato ha accolto le richieste di sospensiva cautelare avanzate dalla compagnia romana che tira un sospiro di sollievo: «Il collegio — è scritto nell’ordinanza — preferisce una soluzione che consenta di giungere alla decisione di merito senza che la questione sia compromessa». Vista, quindi, «l’oggettiva sua notevole rilevanza », la corte ha deciso di «disporre la celere fissazione del ricorso nel merito» per il 22 gennaio. Una doccia fredda su easyJet che dovrà attendere l’esito dell’udienza, a sette mesi dalla decisione dell’Antitrust. Questo è il primo punto a favore del vettore guidato da Andrea Ragnetti, mentre il gruppo inglese non nasconde lo «stupore» per la decisione. «Alitalia – spiegano dal quartier generale di easyJet – ha già beneficiato di una proroga di fatto del termine ultimo entro il quale essa avrebbe dovuto cessare il monopolio. Ad oggi, quindi, se si fosse rispettata la legge, easyJet dovrebbe già operare sulla Linate-Fiumicino a tutto vantaggio della collettività».
La Sea intanto accelera la corsa verso Piazza Affari. La società di gestione degli aeroporti milanesi ha iniziato ieri il suo roadshow con la presentazione agli investitori a Piazza Affari del collocamento. Sul mercato arriverà il 25% del capitale, il 14,5% ceduto direttamente dalla Asam, holding della provincia di Milano, il resto tramite un aumento di capitale che dovrebbe consentire a Sea di «fare da polo aggregante tra gli aeroporti del Nord», come ha detto ieri il presidente Giuseppe Bonomi. Il numero uno dell’azienda ha promesso ai risparmiatori (che avranno un’azione gratis ogni venti se le terranno più di un ano) la distribuzione come dividendo del 70% degli utili. Dal prospetto è emerso anche che Bonomi, in caso di uscita dalla società, percepirà 1,7 milioni di compensi in base agli accordi presi con il Comune di Milano e alle mensilità di buonuscita previste dal contratto nazionale dirigenti (è anche direttore generale).

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