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Alitalia, slitta la scelta del partner industriale

La scelta del partner industriale delle Ferrovie dello Stato per Alitalia slitta. Almeno di qualche giorno. Il cda delle Fs si è svolto ieri e non si è occupato di Alitalia.
Le opzioni sono Delta con Air France-Klm oppure Lufthansa. Ma non ci sarà la riunione del cda prevista per oggi per la scelta della compagnia con la quale fare la trattativa in esclusiva per il ruolo di partner nella cordata che dovrebbe fare l’offerta d’acquisto di Alitalia. Nessun cda «è programmato nei prossimi giorni», hanno precisato le Fs,
Mercoledì scorso il cda di Fs ha deliberato di estendere di un mese la validità dell’offerta vincolante su Alitalia, fino alla fine di febbraio, per avere il tempo di chiudere la trattativa per il partner industriale.
Ai tre commissari di Alitalia è stato chiesto un mese in più. Secondo fonti autorevoli, il cda Fs non può decidere oggi perché a Roma si attende che Air France-Klm faccia chiarezza. Cioè si attende che il cda di Parigi confermi la volontà di procedere negli impegni al fianco di Delta. La proposta Delta-Air France-Klm, già messa per iscritto in un’ampia lettera, è considerata favorita rispetto a Lufthansa. I tedeschi però sono ancora in corsa.
La proposta presentata da Delta insieme a Air France-Klm prevede l’ingresso dei due vettori con il 40% totale – il 20% ciascuno – nella nuova Alitalia, la «newco». Questa avrebbe tra 9mila e 10mila addetti, rispetto ai quasi 12 mila attuali, e 110 aerei rispetto ai 118 della flotta attuale. Almeno il 51% del capitale dovrebbe appartenere a soci pubblici italiani, secondo l’indicazione del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. I soci pubblici sarebbero guidati da Fs, che non vorrebbero più del 30% del capitale. Il Mef convertirebbe in azioni parte del prestito di 900 milioni, circa il 15% del capitale.
Delta ha confermato in maniera formale tutti gli impegni annunciati. Adesso le Fs attendono che il cda del gruppo franco-olandese deliberi l’impegno a procedere come hanno fatto gli americani. Senza i franco-olandesi Delta da sola non basta.
La proposta di Lufthansa è rivolta a un perimetro più piccolo, solo le attività di volo e poco più di 70 aerei. Ci sarebbe una riduzione di 40 aerei di medio raggio (famiglia Airbus 320) e di alcuni velivoli di lungo raggio, verrebbero assunti circa 5mila tra piloti e assistenti di volo. Non verrebbero acquisite handling e manutenzione. I tedeschi vogliono la maggioranza del capitale, come fecero con l’ex Swissair. Un componente del cda Lufthansa, Harry Hohmeister, ha detto ieri a Reuters che Lufthansa «sarebbe interessata al pieno controllo nel lungo termine» (cioè il 100%). Ha confermato che «ci sono stati colloqui con stakeholder di Alitalia per acquisire la maggioranza della compagnia».
I tedeschi non vogliono lo Stato nel capitale. Mercoledì scorso Lufthansa ha detto che non vuole neppure «una compagnia controllata dal governo», come dire «no» alle Fs.
Secondo Hohmeister «gli esuberi sarebbero un po’ meno di 3.000». La forte posizione economica di Lufthansa dovrebbe essere «una ragione sufficiente per i responsabili di Alitalia per pensare se vogliono essere parte di un forte sistema europeo o scegliere un’altra strada». Secondo Hohmeister «una quota di minoranza di Delta in Alitalia sarebbe più semplice nel breve termine ma non una soluzione sostenibile».
Le Fs non hanno ricevuto lettere da Lufthansa in cui questi impegni siano messi per iscritto. Oggi è prevista una riunione del cda Lufthansa.
Sulla scelta peserà anche la politica. I tedeschi hanno avuto contatti con esponenti della Lega nel governo. Un’incognita potrebbe derivare dalle aspre critiche alla Francia espresse nei giorni scorsi dal vicepremier e responsabile del Mise Di Maio.

Gianni Dragoni

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