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Alitalia, si tratta sul personale Lufthansa vede i commissari

Gli emissari del plenipotenziario di Lufthansa, Carsten Spohr arriveranno nelle prime ore del mattino a Fiumicino per incontrare i tre commissari di Alitalia. Sarà il primo faccia a faccia sui temi dell’occupazione, della flotta, del rilancio della ex compagnia di bandiera. La questione economica, fanno notare fonti interpellate da Repubblica, al momento non è rilevante. Poco conta se l’offerta dei tedeschi sia di 250 o poco sotto i 400 milioni, secondo alcuni il livello minimo da cui far partire la trattativa. Il punto rimane sempre lo stesso: l’acquirente, ossia Lufthansa, dovrà far ripartire il motore della compagnia rimasto a secco dopo 10 anni di cattiva gestione dei privati e due fallimenti.
Per questo, tra i commissari che guidano Alitalia non ci sono posizioni differenti sui temi in discussione. E il tour de force di oggi ne è la riprova. «Perché allungare i tempi della vendita se il governo e gli amministratori straordinari riescono portare a casa in pochi mesi la soluzione positiva prima del voto?», sottolineano le stesse fonti.
L’avvio della trattativa guarda principalmente ai numeri dei dipendenti. Circa 3.100 si occupano di bagagli e finiranno in una delle tre società che hanno manifestato interesse: Avia Partner, Airport Services e Airport Handling, tre aziende specializzate che si giocano la carta di un settore a numero chiuso. Comprando Alitalia Handling si garantiranno contratti sicuri, ma un’offerta vera non è stata ancora fatta perché al momento nessuno sa quale sarà il peso finale di Alitalia.
La partita si gioca sui restanti 8.400. Di questi, Lufthansa manterrà 1.300 piloti e 3mila assistenti di volo. Per gli altri 4.100, secondo il piano che oggi verrà presentato per la prima volta ai commissari, si prevede il sacrificio di 1.700-2mila unità, mentre resteranno all’interno del gruppo in 2.100, e personale operativo e manutenzione. Questi, in particolare, passeranno sotto l’ala del colosso Lufthansa Technik, pronto ad aprire a Fiumicino il suo polo di manutenzione. Governo e commissari nelle prossime ore dovranno però convincere i tedeschi a cedere qualcosa in più sui posti di lavoro. Si cercherà di contenere le uscite a un migliaio mantenendo in quella che Carsten Spohr chiama «New Alitalia»: circa 7mila persone e non le 6mila sul tavolo. E quindi meno disoccupati in cambio di meno denaro e più investimenti a medio termine.
Ed ecco come Lufthansa pensa di rilanciare Alitalia e integrarla nel suo network: oltre a Francoforte, Monaco, Bruxelles, Zurigo e Vienna verranno aggiunti Milano Linate, Malpensa e Fiumicino. Una strategia che punta a indebolire i concorrenti pericolosi, come Ryanair, British-Iberia, Air France-Klm prendendo in mano gli aeroporti italiani: a Milano la consociata Air Dolomiti sarà fusa con Alitalia Cityliner per i voli di corto raggio. Mentre Eurowings, la low cost di medio-lungo raggio, si muoverà a est e ovest. Ad Alitalia e Lufthansa sarà affidato l’hub romano per allargare la rete verso Africa, Sud America e sud-est asiatico. Per dare un senso a questa strategia Lufthansa prevede la cessione di 20 aerei Embraer da Cityliner a Air Dolomiti (che ha una flotta compatibile). Previsto anche il taglio di 20 A320 di medio raggio di Alitalia che però sarà rafforzata con tre velivoli di lungo raggio.
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