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Alitalia, si decide ok di soci e banche al piano per Etihad

Una capogruppo con i vecchi soci Cai, dove concentrare debiti e contenziosi ancora aperti. E la newco, la nuova Alitalia “pulita”, con un miliardo circa di capitale, cui verranno conferite le attività di volo, il personale e nella quale verrà aperta la porta ad Etihad, con una percentuale tra il 40 e il 49%. Gli arabi, molto probabilmente, entreranno con, al massimo, 560 milioni di euro, sia tramite capitale sia con un finanziamento alla nuova società.
Questo il progetto che oggi Gabriele Del Torchio e Roberto Colaninno porteranno all’incontro con l’ad di Etihad James Hogan. Sul tavolo della compagnia emiratina, l’ad di Alitalia porterà la soluzione condivisa nel fine settimana con gli azionisti di Cai e le banche, comprese le garanzie del governo sullo scalo di Linate che guadagnerà traffico verso l’Europa, e le proposte di collegamenti sull’alta velocità da Roma. Resta però ancora da risolvere il nodo della suddivisione del debito in capo a Cai che verrà comunque gestito da soci e banche nella holding.
All’interno di questo quadro potrebbero poi rientrare in gioco i francesi, che informalmente avrebbero espresso una “non ostilità” nei confronti ad un ingresso in forze degli arabi. Probabile quindi un nuovo impegno consistente nella newco oppure un intervento molto deciso all’interno della stessa Cai, una volta aggiustati i nodi del debito e dei contenziosi, in modo da controllare la società satellite.
Le anticipazioni di Repubblica sono state confermate ieri dalle dichiarazioni del numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni che ha parlato del viaggio di Del Torchio ad Abu Dhabi: «Ci sono stati incontri costruttivi e c’è una proposta che l’amministratore delegato porterà a Etihad. Ognuno ha la propria visione, ma la proposta che sta andando avanti è condivisa da tutti» precisa l’ad della banca commentando anche i rumors spesso fuori controllo che nei giorni scorsi hanno agitato le acque della trattativa. Ma riguardo alla missione nel Golfo, Ghizzoni preferisce del sano pragmatismo: «Ci sono delle proposte che vengono portate alla controparte — ha detto — non c’è posto ora per l’ottimismo».
E che siano momenti molto delicati per lo stato maggiore del vettore italiano lo dimostrano le scarsissime informazioni che trapelano dallo stato della trattativa mentre i sindacati di categoria sono pronti ad una 48 ore di fuoco con l’azienda per discutere di esuberi — Etihad ne chiede 2.500 — e di risparmi con Alitalia che chiede quasi 140 milioni di ulteriori tagli, contro una proposta precedente da 45. Dai sindacati potrebbe però giungere qualche segnale distensivo: se i tagli ai dipendenti scenderanno a poco più di un migliaio allora potrebbe riaprirsi il dialogo sugli eventuali risparmi e nodi aperti sul contratto.
Intanto il governo osserva con attenzione la situazione. Secondo il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi «l’unica possibilità per il rilancio è l’individuazione di un grande partner. Prima di vedere un piano alternativo, vediamo se il lavoro fatto in questi mesi con Etihad va a buon fine. Tutti dobbiamo lavorare in quella direzione, se vogliamo tifare italiano».
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