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Alitalia, sì alla proroga La trattativa non si ferma

Le trattative per la definizione dell’offerta «vincolante e definitiva» su Alitalia proseguono, malgrado la bufera che ha investito Atlantia e l’a.d. Giovanni Castellucci. La società dei Benetton è il potenziale quarto socio della cordata composta da Fs, Delta e ministero dell’Economia. Ci sono forti interrogativi, ma il lavoro prosegue.

L’offerta dovrà essere presentata entro martedì 15 ottobre. Il Mise ha concesso un mese di proroga, rispetto al termine scaduto domenica. Le Ferrovie dello Stato, d’intesa con Atlantia, avevano chiesto un rinvio più lungo, fino al 31 ottobre. Ma i tre commissari della compagnia (Stefano Paleari, Enrico Laghi, Daniele Discepolo) hanno chiesto di abbreviare il differimento a un mese. Il neoministro Stefano Patuanelli «ha autorizzato la proroga sino al prossimo 15 ottobre del termine per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva per Alitalia da parte di Ferrovie dello Stato. Questo – precisa una nota del Mise – al fine di permettere al consorzio acquirente di definire i dettagli del piano di rilancio della compagnia aerea».

È la sesta proroga per l’offerta per Alitalia. La prima firmata da Patuanelli. Le altre cinque erano state sottoscritte da Luigi Di Maio, ora traslocato agli Esteri, ma sempre in prima fila a chiedere la revoca della concessione autostradale alla società dei Benetton, dopo le rivelazioni nell’inchiesta giudiziaria sui rapporti interni, ritenuti dai giudici edulcorati, sulla sicurezza dei viadotti gestiti da Autostrade per l’Italia (controllata da Atlantia).

La prima offerta presentata dalle Fs per Alitalia risale al 31 ottobre 2018. Dunque si arriverà a quasi un anno dal calcio d’inizio della difficile operazione di salvataggio.

La squadra delle Fs insieme ai consulenti ha lavorato anche in questi giorni. Ci sono stati colloqui telefonici con Delta Airlines, il partner industriale che è disponibile a entrare con una quota del 10%, dal versante italiano è stato chiesto di incrementare la quota e impegnarsi a sottoscrivere le future ricapitalizzazioni. Si parla di spiragli alla trattativa, ma ancora nulla di concreto. Resta da affrontare il discorso delle rotte sul NordAtlantico e dell’assetto della nuova joint venture «Blue Skies», guidata da Delta con Air France-Klm e Virgin, che potrebbe penalizzare Alitalia.

Fs e Atlantia dovrebbero avere la stessa quota nella «Newco Nuova Alitalia», il 35% ciascuno, su un capitale di un miliardo. O il 37,5% se Delta rimanesse al 10%; il Mef avrebbe circa il 15%, convertendo in azioni il credito per gli interessi, pari a 145 milioni, che Alitalia deve versare sul prestito di 900 milioni concesso dal governo Gentiloni.

Il nuovo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha confermato che il Mef parteciperà all’operazione:?«Dobbiamo superare l’ottica del salvataggio. Il ministero delle Finanze parteciperà a livello di capitale al rilancio previsto dal piano attualmente allo studio della compagnia, che dovrà però essere un modello industriale sostenibile per un paese che vive anche di esportazioni e di turismo».

Adesso Atlantia è di nuovo nella bufera per il rischio di revoca della concessione chiesto dal M5S. E, benché non abbia dato comunicazioni di volersi sfilare dall’operazione Alitalia (che interessa anche il futuro di Fiumicino, controllato dai Benetton), è difficile che Atlantia possa investire 350 milioni nella «Nuova Alitalia» se non si sarà chiarita la situazione di Autostrade con il governo. Un dossier seguito da Castellucci, che potrebbe non essere più a.d. al termine del cda straordinario convocato per oggi.

Gianni Dragoni

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