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«Alitalia, servono tagli e più produttività»

Un incremento della produttività, insieme ad un taglio del costo del lavoro per il personale navigante, per rendere più competitiva Alitalia in amministrazione straordinaria.
Sono le richieste formulate dall’azienda ieri al tavolo tecnico con i sindacati, il primo con oggetto il rinnovo del contratto nazionale, la cui proroga è scaduta lo scorso 31 maggio. Nell’incontro durato circa un’ora e mezza che ha avuto un carattere puramente interlocutorio, l’azienda ha proposto per il personale navigante due riposi mensili in meno, che passerebbero così da 10 a 8 (allineandosi a quelli previsti per il personale di terra), da concedere a titolo gratuito fino all’autunno, quando si arriverà alla presentazione delle offerte vincolanti e si dovrebbe delineare il possibile acquirente. Per la prossima riunione, il 15 giugno, saranno presentate le richieste sul versante retributivo.
L’accordo con il sindacato non si profila facile: «Il contratto consente di eliminare due riposi – sostiene Nino Cortorillo (Filt-Cgil) – ma con una compensazione economica. Se ci sono possibilità di usare la flessibilità durante il periodo estivo che permettano all’azienda di fare ricavi siamo d’accordo, ma se ciò viene fatto solo con giornate lavorative non pagate per noi è inaccettabile». Sulla stessa lunghezza d’onda Fit-Cisl e Uilt. «L’intervento temporaneo lascia aperta la discussione sul rinnovo del contratto – aggiunge Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl)-, il Ccnl resterebbe congelato fino a quando ci sarà un quadro di maggiore chiarezza sul destino dell’azienda». Sullo sfondo, resta alta la tensione con i sindacati di base del Cub Trasporti che hanno proclamato un nuovo sciopero di 24 ore per venerdì 16 giugno in tutto il trasporto aereo che avrà un impatto negativo sui ricavi. Inoltre i 32 piloti usciti dalla compagnia e andati a lavorare per altri vettori, per il sindacato sono un segnale del malcontento della categoria.
Nei piani del collegio commissariale anche la componente “lavoro” deve fare la propria parte per ridurre i sovraccosti che gravano su Alitalia e renderla più appetibile per i potenziali compratori. La chiusura anticipata dei derivati sul carburante ha portato a risparmi una tantum per 100 milioni, mentre è in corso la rinegoziazione dei leasing che interessano due terzi della flotta di 123 velivoli (i commissari stimano fino a 90 milioni di risparmi) e delle forniture. Interventi che fanno dire a Claudio Tarlazzi (Uilt) «i commissari stanno facendo quello che avrebbe dovuto fare la Sai, eliminando i sovraccosti, rispetto al piano “lacrime e sangue” è un’altra azienda, con obiettivi diversi».
Intanto, però, la prospettiva di una vendita a pezzi di Alitalia, caldeggiata da alcuni competitor come Lufthansa e Ryanair, preoccupa i sindacati: per Carmelo Barbagallo (Uil) «si rischia la macelleria sociale».

Giorgio Pogliotti

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