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Alitalia, servono altri 300 milioni Il conto per lo Stato oltre i 9 miliardi

Si profila una nuova iniezione di soldi pubblici nell’Alitalia, circa 300 milioni di euro, mentre rimane l’incertezza sull’esito della trattativa tra Fs-Delta con Atlantia per l’offerta d’acquisto da presentare ai commissari entro il 15 ottobre. La scadenza potrebbe essere prorogata di due-tre settimane purché entro il 15 ottobre si formi il consorzio, la «Newco Nuova Alitalia», tra Fs e gli altri partner.

Per sbloccare la trattativa il premier Giuseppe Conte ha incontrato lunedì il presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, dopo la lettera al governo con la quale la società dei Benetton, nell’esprimere critiche al piano Fs-Delta, ha evidenziato la richiesta che le sta più a cuore: porre fine alla «situazione di incertezza» sulla concessione ad Autostrade per l’Italia che il M5S vuole revocare.

Nel governo si ragiona sull’erogazione di una somma vicina ai 300 milioni di euro per “ricaricare” la cassa della compagnia. I 900 milioni iniettati dal governo Gentiloni nel 2017 sono ormai stati consumati dalle perdite.

La liquidità residua dovrebbe esaurirsi in dicembre, dicono fonti vicine al dossier. Va precisato che la liquidità dichiarata dai commissari(adesso sarebbero meno di 300 milioni) è gonfiata dagli anticipi incassati da Alitalia _ si stimano circa 300 milioni _ per i biglietti venduti per i voli per i prossimi mesi. Questi soldi però sono un debito verso i clienti. Le comunicazioni dei commissari sulla cassa non fanno piena trasparenza, perché non dicono qual è l’indebitamento finanziario netto della compagnia.

Anche in caso di presentazione dell’offerta vincolante di acquisto di Fs-Delta-Mef e di Atlantia occorrerebbero da quattro a sei mesi prima che la Nuova Alitalia potesse diventare operativa, per le autorizzazioni Antitrust, gli accordi sindacali (almeno 2.000 esuberi) e altre procedure. Quindi ci sarebbe da coprire il buco di cassa per alcuni mesi per far volare Alitalia. Se l’offerta non ci fosse sarebbe peggio. Alitalia potrebbe essere messa in liquidazione (o data a Lufthansa, con 6.000 esuberi).

La questione del rifinanziamento della compagnia è sul tavolo dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico. Il tema crea imbarazzo, anche perché il M5S con Luigi Di Maio aveva assicurato che gli italiani non avrebbero mai più dovuto mettere soldi nell’Alitalia. La compagnia _ secondo calcoli elaborati dal Sole 24 Ore partendo da uno studio di Mediobanca _ è costata otto miliardi e 750 milioni allo Stato e agli italiani in 45 anni. Si andrebbe quindi oltre i nove miliardi di aiuti pubblici.

Il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ne ha parlato ieri con i tre commissari di Alitalia. Poi il ministro ha incontrato Fs e Atlantia. Il governo vorrebbe legare le prossime decisioni a una ragionevole probabilità che venga presentata un’offerta. Patuanelli dice che un’offerta entro il 15 ottobre è possibile. Ma si ipotizza anche un’operazione in due tempi: entro il 15 ottobre la formazione del consorzio per la Newco, quindi una proroga di due-tre settimane (sarebbe la settima) per l’offerta «definitiva e vincolante». Uno dei commissari, Daniele Discepolo, ha detto però che con Patuanelli non si è parlato di proroga. «Non abbiamo parlato di questo argomento». «La scadenza è il 15, aspettiamo il 15 e vediamo».

Le Fs intanto hanno difeso il piano industriale dalle critiche di Atlantia, esplicitate in una lettera inviata il 2 ottobre a Patuanelli. Secondo le analisi delle Fs le richieste di Atlantia di maggior aumento dei voli da Fiumicino verso il NordAmerica creerebbero una rete sbilanciata rispetto all’Asia, con una capacità offerta (+10% annuo rispetto al +5% del piano Fs-Delta) superiore anche alle attese di crescita del mercato. Atlantia ribatte che le rotte per il NordAmerica sono profittevoli, mentre quelle verso l’Asia sono in perdita, eccetto il Giappone.

Nel piano Atlantia ci sono tagli di rotte da Milano Linate senza l’indicazione di dove volare in alternativa: ci sarebbe il rischio di una riduzione di attività da Linate per 14 coppie di slot. Atlantia chiede inoltre che Delta dia assicurazioni sull’impegno nel capitale della Newco oltre il 10% previsto e che ci sia più spazio per Alitalia nella joint venture transatlantica Blue Skies.

Ma la preoccupazione principale di Atlantia è rimuovere l’«incertezza» sulla redditizia concessione ad Autostrade. Le prossime mosse diranno se l’incontro tra Conte e Cerchiai sia bastato a rassicurare la società dei Benetton.

Gianni Dragoni

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