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Alitalia, salta l’accordo fra i soci sul debito

Non c’è accordo tra i venti soci italiani di Alitalia-Cai sul rifinanziamento della compagnia, con il capitale ormai azzerato dalle perdite e in crisi di liquidità, mentre i debiti finanziari si aggirano sul miliardo di euro.
Così è stato rinviato, potrebbe tenersi il 12 febbraio, il consiglio di amministrazione fissato per ieri, per deliberare un finanziamento soci da 200 milioni di euro, per assicurare il carburante necessario per volare almeno fino all’estate, mentre gli azionisti cercano un compratore all’estero.
L’incidente di sabato all’Atr72 della rumena Carpatair che, con livrea e codice di volo di Alitalia ma equipaggio rumeno, volava da Pisa a Fiumicino, ha fatto aumentare la tensione tra i soci. E l’assenza già programmata del presidente Roberto Colaninno ha consigliato di prendere tempo, per trovare un’intesa di una parte dei soci su un finanziamento di almeno 150 milioni. Un gruppo di soci più piccoli, guidati da Salvatore Mancuso del fondo Equinocse e titolari di circa il 20% del capitale, non vuole mettere soldi e contesta la linea «filofrancese» di Colaninno e la gestione dell’a.d. Andrea Ragnetti. Se la situazione non cambia, i finanziamenti arriveranno soprattutto da Intesa Sanpaolo e Air France-Klm, mentre non è scontata l’adesione di tutti gli altri grandi soci, Colaninno, Emilio Riva, i Benetton con Atlantia, Toto, Angelucci.
La Procura di Civitavecchia ha ipotizzato il reato di disastro colposo contro ignoti per l’incidente di sabato a Fiumicino. Sabato notte l’Alitalia ha fatto riverniciare la fusoliera dell’Atr rumeno danneggiato a bordo pista, cancellando la livrea dell’Alitalia e il tricolore. Una mossa che ha suscitato critiche. Il direttore operazioni dell’Alitalia, Giancarlo Schisano, ha detto a Repubblica: «Lo fanno tutte le compagnie». È stato sospeso l’appalto a Carpatair per utilizzare in affitto due Atr72 con equipaggi su voli interni. C’erano già stati alcuni episodi che avevano creato allarme e anomalie, ma né l’Alitalia né l’Enac avevano messo in discussione il contratto «low cost» con i rumeni. Con i rumeni resta in vigore l’accordo commerciale partito nell’inverno 2011 per i voli verso Timisoara e altre destinazioni in Romania e all’Est, con aerei di Carpatair e codice congiunto dei due vettori. In questo caso i velivoli non hanno livrea Alitalia, ma il volo viene venduto anche con il codice “Az”.
In attesa di una decisione del cda, Banca Intesa è il socio che rimane decisivo per fornire ossigeno sia alla compagnia sia a diversi soci dell’Alitalia privata voluta nel 2008 da Silvio Berlusconi, il quale lanciò questo progetto in nome dell’«italianità», per impedire che la comprasse Air France-Klm. Berlusconi ha ripetuto ieri la sua contrarietà a una vendita ai francesi.
Quel progetto è costato 3 miliardi ai contribuenti. Adesso i soldi all’Alitalia sono finiti. Gli italiani vorrebbero vendere. Ma il compratore ipotizzato, di nuovo Air France-Klm che con il 25% è rientrata in partita come primo azionista della società, non accetta le richieste dei venditori, che vorrebbero farsi riconoscere gli 847 milioni versati a fine 2008 più un sovrapprezzo fino al 30%: semmai, fa notare una fonte autorevole, i francesi, che pagherebbero con azioni della holding Air France-Klm, potrebbero riconoscere circa il 20% dell’importo, cioè 170-200 milioni.
Cai ha comunque bisogno di denaro fresco. C’è una crisi di liquidità, già nel cda del 28 gennaio è emersa, come proposta compromesso, quella di un finanziamento soci di circa 200 milioni, ognuno pro quota: un prestito ponte fino all’estate.
Un’alternativa possibile ai francesi è l’ingresso nel capitale di una compagnia araba ma solo con una quota di minoranza. Si è fatto il nome della Etihad Airways di Abu Dhabi, già azionista con il 29,2% di Air Berlin. Il numero uno, James Hogan, ha detto ieri che Etihad non ha trattative in corso con Alitalia oltre agli accordi commerciali di code sharing. La compagnia ha aumentato gli utili nel 2012 da 14 a 42 milioni di dollari. I francesi non hanno fretta: più passa il tempo, più le perdite abbattono il valore di Alitalia.

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