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Alitalia, sale il conto per la compagnia Patuanelli: «Perde 2 milioni al giorno»

Quanti soldi perde Alitalia? Il nuovo supercommissario, Giuseppe Leogrande, farà bene ad aggiornare rapidamente i conti e con un grado di trasparenza maggiore dei predecessori, i quali non hanno mai pubblicato un bilancio completo, ma solo relazioni trimestrali molto sintetiche. L’ultima «trimestrale» si ferma al 31 dicembre 2018.

Intanto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha corretto se stesso sui conti della compagnia rispetto a quanto aveva detto l’altro ieri. «Alitalia perde due milioni al giorno, stiamo parlando di una cifra che dipende da quale periodo dell’anno si guarda perché il flusso di cassa è molto diverso», ha detto ieri il ministro del M5S, a un convegno Fim-Cisl.

Il giorno precedente, alla commissione Trasporti della Camera, Patuanelli aveva dato ben altre cifre. «Alitalia perde ogni mese quasi 2 milioni di euro» per cui «il nuovo commissario unico avrà il compito, se lo riterrà opportuno, di proporre delle modifiche al piano di cessione e avrà il compito, sempre se lo riterrà opportuno, di limitare la parte costi».

Se i conti fosser quelli citati due giorni fa sarebbe un deciso miglioramento per Alitalia, visto che le stime aziendali riservate, che Il Sole 24 Ore ha pubblicato già da diverse settimane, dicono che quest’anno la compagnia dovrebbe perdere circa 600 milioni, 100 milioni in più del 2018. E infatti ieri Patuanelli ha rettificato, senza dire che si era sbagliato, citando una cifra che è più vicina alla realtà.

Se la media delle perdite fosse di due milioni al giorno, vorrebbe dire che il rosso della compagnia è di 730 milioni all’anno. Patuanelli ieri ha aggiunto che «il commissario darà i dati definitivi delle attuali condizioni di perdita».

Anche queste cifre contrastanti indicano la confusione che c’è al Mise sul dossier Alitalia. Patuanelli ha risposto all’avvertimento lanciato dalla commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, in un’intervista al Sole 24 Ore di ieri, sul rischio di apertura di una seconda indagine della Ue per aiuti di Stato «sulla scia del nuovo prestito, da 400 milioni di euro», stanziato dal governo. «Giustamente l’Europa, quando ci sono finanziamenti ad Alitalia, chiede i chiarimenti e puntualmente – ha affermato Patuanelli – diamo i chiarimenti all’Europa. Quello che chiede la commissaria Vestager è la discontinuità: quando c’è la cessione del ramo di azienda, in quel momento ci sarà discontinuità».

Dai sindacati è arrivata la reazione di Carlo Amati, della segreteria nazionale Anpav. «Ci aspettiamo che il governo intervenga con decisione nel caso in cui la commissione europea apra un’ulteriore indagine sul nuovo prestito da 400 milioni conferito ad Alitalia. Bisogna mettere il nuovo commissario Leogrande nelle condizioni di lavorare, sgomberando il campo da variabili che possono attirare negatività anche sull’andamento delle vendite. Se necesario, a protezione del valore di Alitalia, siano chiamati in campo soggetti a garanzia, come Cdp».

Intanto l’avvocato Leogrande ha trascorso il secondo giorno da commissario negli uffici di Alitalia. E sul sito della compagnia ieri è stato fatto l’aggiornamento della «corporate governance»: il commissario straordinario è Giuseppe Leogrande. Via i nomi dei tre commissari precedenti, destituiti da Patuanelli. Nomine non ne ha ancora fatte. Sul tavolo c’è l’ipotesi di nominare Giancarlo Zeni direttore generale.

Sul tavolo di Leogrande ci sono le lettere delle compagnie interessate ad Alitalia: Delta, Air France-Klm e c’è il progetto di Lufthansa, che già gli è stato comunicato dalla compagnia tedesca. Cosa farà il commissario non è ancora chiaro. Dovrebbe far ripartire la procedura di ricerca di acquirenti con un nuovo bando. Su Air France Patuanelli ieri ha detto: «Air France ha scritto già più di un mese fa, manifestando un interesse, facendo parte peraltro della stessa alleanza con Delta, una manifestazione generica di interesse all’incontro con i commissari. Poi la procedura si stava completando e adesso il nuovo commissario deciderà quali saranno le prossime interlocuzioni».

Alitalia e i sindacati si incontreranno il 23 dicembre al ministero del Lavoro per proseguire l’esame della procedura di cigs chiesta dagli ex commissari per 1.180 dipendenti dal primo gennaio al 23 marzo 2020. La cigs attuale scade il 31 dicembre.

 

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